Bagnoli, giovani in strada per salvare la loro Terra. I “vecchi” sui balconi e a insultarli sui social

Manifestazione a Bagnoli su devastazione ambientale e clima


Prima di cominciare: questo articolo rappresenta l’opinione di chi l’ha scritto, non dei manifestanti né degli organizzatori. Una precisazione banale, ma dovuta, nel Paese più afflitto d’Europa dall’analfabetismo funzionale.

Fatta la premessa, andiamo al punto. Questa mattina, a Bagnoli, poche centinaia di persone per protestare contro la devastazione del quartiere per favorire lo svolgimento dell’America’s Cup, con la scusa della rigenerazione dell’area e la creazione di posti di lavoro. Lavoro, almeno finora, senza compenso per i giovani, dato che l’organizzazione dell’evento ha ben specificato che la retribuzione consiste nel semplice orgoglio di essere parte dello staff della Coppa America. Volontariato, a fronte di mansioni assegnate anche in ruoli chiave dal punto di vista organizzativo. E meno male che girano centinaia di milioni di euro… evidentemente, a beneficiarne devono essere sempre gli stessi.

Per strada proprio i giovani, ad urlare le proprie idee e soprattutto un concetto chiaro: il quartiere, la città di Napoli, il pianeta, sono anche e soprattutto loro e delle generazioni future. Ragazzi e ragazze che chiedono un ambiente sano, vivibile, la coesistenza con una natura quanto più incontaminata possibile. Tutto ciò a fronte di un’emergenza ambientale che è planetaria, ma che a Bagnoli assume un significato ancora più simbolico visti i decenni di scempio ambientale sull’ex area Italsider.

Decenni di silenzio su Bagnoli e il saccheggio delle generazioni future

Fa sempre bene ricordare, in proposito, che la Cementir di Caltagirone fu condannata a bonificare l’area secondo il principio “chi inquina paga”. Con l’ascesa a Palazzo San Giacomo del nuovo sindaco, Gaetano Manfredi, il Comune di Napoli si è invece fatto regalare i terreni inquinati, sollevando di fatto Caltagirone dall’obbligo di rimozione della colmata. Come se non fosse abbastanza, la gara da 269 milioni di euro per la bonifica indetta da Invitalia è stata vinta da Greenthesis S.p.A., raggruppamento temporaneo di imprese al cui interno vi è Vianini lavori S.p.A., società del gruppo Caltagirone. Da “chi inquina paga” a “chi inquina ci guadagna ancora una volta”.

Nel frattempo decenni di inquinamento hanno causato morte e devastazione, veleni che hanno ucciso e continuano ad ammazzare chi a Bagnoli ci vive o ci ha vissuto. Una delle aree con la più grande incidenza di tumori, causati dalle sostanze di diretta derivazione dal ciclo industriale precedentemente attivo nella zona.

Di fronte a tutto ciò le generazioni passate hanno sempre taciuto – fatto salvo qualcuno – perché in fin dei conti si viveva abbastanza bene: in pensione a 40 anni, speculazione edilizia e immobili a prezzi più che accessibili, villeggiatura d’estate e settimana bianca d’inverno, la Prima Repubblica che faceva piovere miliardi di lire nelle tasche della popolazione, che se ne stava buona. Miliardi si sono accumulati anche nelle tasche di primari e servitori dello Stato. Un conto da presentare alle generazioni future, ed il futuro è arrivato, inesorabile.

Disprezzo dai balconi e violenza sui social

I giovani non devono però fare i conti soltanto con un mondo ormai finito sulle strade mercenarie del sesso, ma anche con chi ce l’ha mandato semplicemente perché per decenni è rimasto a guardare con la pancia piena. Quei “grandi”, i “vecchi”, che oggi lanciano sguardi di disprezzo dai loro balconi perché le manifestazioni bloccano le strade, gli automobilisti suonano i clacson che, insieme al volume delle casse, fanno troppo caos. Un trambusto che rischia di risvegliarli dal loro torpore e coprire le voci sia dei TG asserviti che delle serie TV turche.

Occhiate di disprezzo e parole colme di violenza, specialmente sui social, verso quei giovani sfaccendati che si azzardano a desiderare di salvare la propria Terra.

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