In ricordo delle giovani vittime che nel 2014 hanno sconvolto Napoli

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Napoli è bellezza, armonia, storia e cultura. Ma purtroppo questa bellissima città, come ogni metropoli, nasconde anche lati oscuri fatti di morte, di camorra, di uomini o donne uccisi per qualche assurdo regolamento di conti tra clan o per una rapina finita male. Napoli è anche cronaca, di quella triste che si legge sui giornali e così, ad appena 4 giorni dall’inizio del 2015, volevamo ricordare la dipartita di tre giovani napoletani la cui scomparsa ha profondamente sconvolto la città-

Nel 2014 in particolare ci sono stati 3 casi che hanno più di tutti scosso l’animo dei napoletani: la morte di Ciro Esposito,  Salvatore Giordano e Davide Bifolco.

Ciro, tifoso del Napoli di 31 anni, ferito a colpi di pistola il 3 maggio a Roma, prima della finale di Coppa Italia tra la squadra partenopea e la Fiorentina, è morto un mese e mezzo dopo.

Salvatore, 14 anni, è morto dopo essere stato colpito alla testa da alcuni calcinacci caduti dal soffitto della Galleria Umberto I, lo scorso luglio.

Davide, 16 anni, è stato ucciso con un colpo sparato da un carabiniere, mentre era su un motorino con altri due amici che non si erano fermati all’alt del posto di blocco.

I napoletani non sono rimasti indifferenti a queste tre disgrazie e, un po’ per la giovane età che li accomuna, un po’ per le situazioni controverse in cui si sono verificate, hanno subito adottato diverse linee di pensiero. Perché Ciro si trovava in quella che pare fosse una rissa? Perché Davide ha forzato il posto di blocco? Esiste una manutenzione dei palazzi a Napoli?

Sono domande a cui noi, purtroppo, non possiamo rispondere. Tuttavia una cosa è certa, 3 giovani, 2 addirittura nemmeno maggiorenni, oggi non ci sono più e senza volerli far passare per eroi o martiri, chi di dovere prenda spunto anche dai loro ingiusti destini per provare ad iniziare a costruire una società più forte e sicura.

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