Arriva anche a Philadelphia la “pizza sospesa”

Pizza sospesa

Napoli, nonostante le continue critiche e gli apprezzamenti poco veritieri vanta da sempre un popolo con un cuore grande e altruista. E’ proprio a Napoli infatti che nasce la tradizione del “caffè sospeso”, secondo cui, è possibile lasciare un caffè pagato, per chiunque non possa permetterselo. E’ sempre nella bella città partenopea che oltre al caffè, arriva anche l’iniziativa della “pizza sospesa”, riproposta qualche mese fa anche da Gino Sorbillo, uno dei pizzaioli più famosi di Napoli e il “biglietto sospeso”, cioè il titolo per viaggiare con i mezzi pubblici, lasciato nelle feritoie dei muri dopo un breve utilizzo.

L’iniziativa di lasciare pagato qualcosa per le persone meno fortunate, ha incuriosito un ragazzo di nome Mason che dall’altra parte del mondo, dopo aver lasciato il suo lavoro nella finanza newyorchese, decide di aprire una pizzeria a Philadelphia.

Ogni pizza, venduta a tranci, vanta il costo di un solo dollaro a pezzo, un prezzo veramente irrisorio che invoglia i clienti a partecipare all’iniziativa proposta da Mason, di pagare un trancio di pizza sospeso per i più bisognosi.

La proposta inizia ad allettare tutti, che con un gesto minimo, provano la gioia di aiutare il prossimo. Ogni persona che partecipa all’iniziativa, lascia il proprio nome su di un post-it, posto su una rande parete, dove ogni persona bisognosa che desidera mangiare si reca per staccare un bigliettino e presentarlo alla cassa come se fosse un buono pasto.

Oltre 40 senzatetto, ogni giorno hanno un pasto assicurato grazie all’idea di Mason di riproporre un’iniziativa dal sapore tutto napoletano. Si afferma così anche all’estero l’abitudine del “sospeso”, che era già approdata negli Stati Uniti con Salvatore Di Scala, uno chef napoletano, proprietario di un ristorante nella città di Madison.

Ecco il muro della pizzeria di Philadelphia ricoperto di post-it

Mason

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