Massimo Troisi, queste le sue battute più famose

Massimo Troisi

Ci lasciava il 4 Giugno del 1994, uno degli attori che ha meglio rappresentato la comicità, la genuinità e il sorriso di Napoli, Massimo Troisi.

I napoletani, tra i grandi figli di Napoli che hanno dato lustro alla città, come Totò, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo, ma non dimenticano il grande Massimo Troisi, che è stato il punto di congiunzione tra l’antica comicità napoletana dei grandi artisti citati prima, e quella più moderna che ogni volta ci riporta a lui.

L’attore comico non è colui che fa ridere il pubblico con battute o barzellette squallide, la comicità è un valore aggiunto all’arte che l’attore custodisce dentro di sé, non si può imparare, è un dono della natura, o c’è o non c’è. Massimo Troisi durante la sua carriera, è stato forse l’unico che ha fatto della comicità vera, il suo punto di forza, una comicità fatta di gesti, di spontaneità, di pensieri mordi e fuggi, non troppo ponderati che facevano sorridere per la mimica e la schiettezza con cui venivano detti.

Chi ha avuto la fortuna, nonché l’onore, di lavorare al fianco di Massimo Troisi, ha più volte sostenuto che molte delle sue battute che tanto facevano ridere nei suoi film, non erano previste, ma messe al posto giusto al momento giusto, e questo perché Troisi non distingueva la realtà dalla finzione, immergendosi totalmente nei ruoli che volta per volta ha interpretato.

Forse è stato questo il segreto dell’attore originario di San Giorgio a Cremano, l’essere se stesso anche nei film, lo ha fatto apprezzare ed amare al punto tale che ancora oggi, anche i più giovani che non hanno avuto la fortuna di vivere il periodo della sua strabiliante carriera, lo ammirano preferendo un suo vecchio film, ad una nuova sceneggiatura moderna.

Oggi Massimo Troisi avrebbe compiuto 62 anni, però purtroppo, quel cuore che lui ha messo in tutto il suo lavoro, non gli ha dato la possibilità di essere ancora qui, portandolo via alla vita e alla sua gente a soli 41 anni, lasciando un vuoto che solo il ricordo dei suoi film può provare a placare.

Ricordare tutte le sue battute è impossibile, Massimo Troisi in ogni suo film era capace di esprimere concetti inspiegabili, con una semplicità da fare invidia, non che avesse il dono della sintesi, ma si faceva capire e ci riusciva egregiamente. Molte sono diventate di uso comune, basterebbe pensare alla scena dell’annunciazione, dello spettacolo La Smorfia, interpretata da Massimo Troisi e Lello Arena, chi non ha mai ripetuto almeno una volta “Gabriè tu sie scemo”, per scherzare con un amico?

Un’altra scena molto cara a noi napoletani è quella tratta dal film Ricomincio da tre, dove Gaetano (Massimo Troisi), dopo aver chiarito a più di una persona che non era emigrante, risponde alla domanda di una contadina che chiede se lui fosse napoletano: “Sì, ma non emigrante, eh! No, no, pecché ccà pare ca ‘o napulitano nun pò viaggià, pò sulamente emigrà”.

Robertì jesce tuocchee femmene”. Quante volte per prendere in giro l’amico timido, si ricorre a questa fantastica espressione di Troisi, tratta da Ricomincio da tre? Indimenticabile la scena in cui Gaetano prova a sbloccare il timido Roberto, ancora oggi una scena che fa sorridere.

Queste e tante altre sono le battute che molto spesso senza neanche accorgercene, utilizziamo nel quotidiano, ma proviamo a vedere quali sono quelle che più frequentemente si ripetono:

  1. “Gabriè tu si scemo” (La Smorfia-scena dell’annunciazione).
  2. “Massimiliano vène scustumato. Cioè, lo so, è proprio ‘o nomme che è scustumato. Pecché Massimilino, ‘o sento sempre, per esempio, ‘stu guaglione sta vicino ‘a mamma, se move pe’ gghì ‘a qualche parte? ‘A mamma primma ca ‘o chiamma : -Mas-si-mi-lia-no!- ‘o guaglione già chissà addò sta, che sta facenno! Non ubbidisce, pecché è troppo luongo! Invece Ugo, chillo comme sta vicino ‘a mamma e se sta pe movere: -Ugo!-…’o guaglione nun ave nemmeno ‘o tiempo ‘e fa’ nu passo. Al massimo, proprio, ecco, volendo, ‘o putesseme chiamma’ Ciro. È cchiù luongo, ma proprio pe nun ‘o fa venì troppo represso…però Ciro tiene ‘o tiempo ‘e piglià nu poco d’aria.” ( Ricomincio da tre-Il nome del figlio di Gaetano e Marta).
  3. Predicatore: “Ricordati che devi morire!”
    Mario: “Come?”
    Predicatore:“Ricordati… che devi morire!”
    Mario: “Va bene…”
    Predicatore: “Ricordati che devi morire!”
    Mario: “Sì, sì… no… mo me lo segno…” ( Non ci resta che piangere).
  4. Amedeo: “Tommaso… non ci si uccide per amore, basta saper aspettare”. Tommaso: “E allora io non mi uccido per amore, mi uccido per impazienza!” (Pensavo fosse amore invece era un calesse).
  5. Gaetano: “Chello ch’è stato è stato, basta, ricomincio da tre.”
    Lello: “Da zero.”
    Gaetano: “Ah?”
    Lello: “Da zero, ricomincio da zero!”
    Gaetano: “Nossignore, ricomincio da…Cioè tre cose me so’ riuscite dint’ ‘a vita, pecché aggia perdere pure chelle? Aggia ricomincià da zero? Da tre!” (Ricomincio da tre)
  6. Mario: “Don Pablo, vi devo parlare, è importante… mi sono innamorato!”
    Pablo Neruda: “Ah meno male, non è grave c’è rimedio.”
    Mario: “No no! Che rimedio, io voglio stare malato.” (Il Postino).
  7. Contadina: “Voi siete napoletano?”                                                                                                                Gaetano:“Sì, ma non emigrante, eh! No, no, pecché ccà pare ca ‘o napulitano nun pò viaggià, pò sulamente emigrà” (Ricomincio da tre).

Sono tante le battute che ci piacerebbe riportare, forse troppe. Noi per il momento abbiamo ricordato queste, quelle che maggiormente hanno caratterizzato i alcune scene dei film di Massimo Troisi ma anche della vita dei napoletani. Voi quali battute conservate nel cuore?

Buon Compleanno a Massimo, noi oggi ti festeggiamo così!

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