Curva B contro la Rai. La Tv di Stato risponde così

Striscione contro la telecronaca Rai

La partita di campionato tra Napoli e Inter, non ha sicuramente regalato piacevoli emozioni ai tifosi partenopei, che dopo i due gol di Marek Hamsik e Gonzalo Higuain, pensavano di poter gioire tranquillamente, per i tre punti importantissimi che avrebbero avvicinato gli azzurri alla Roma, seconda il classifica.

Come al solito il Napoli perde una ghiotta occasione, senza approfittare dei passi falsi delle avversarie, gelando l’entusiasmo dei tifosi che credevano di avere la vittoria in tasca e che dopo il gol di Palacio e il rigore tirato da Icardi, hanno dovuto abbassare lo sguardo e accontentarsi di un pareggio che ha il sapore quasi della sconfitta. Nel San Paolo di ieri sera però, non è solo il Napoli a dare spettacolo (bello o brutto, poco conta), ma anche e soprattutto la  Curva B, con uno striscione che non è passato inosservato.

Se qualcuno pensava che la telecronaca Rai, andata in onda nella partita di andata per la semifinale di Coppa Italia tra Lazio e Napoli, fosse ormai un caso archiviato, si sbagliava di grosso. Le polemiche non sono finite, e la Curva B ci tiene a sottolineare il pensiero di gran parte del popolo napoletano. Forse la schiettezza e la durezza di quelle parole, potrebbero suonare come un’offesa, come una contestazione fuori dagli schemi, e invece non è così.

Gli “abitanti” delle curve, quelli che allo stadio lasciano entrare prima il cuore e poi tutto il resto, quelli che il calcio è una fede e non uno sport, hanno un unico modo per poter esprimere unanime i loro punti di vista, ovvero con gli striscioni, poi ognuno è libero di leggere o meno, ma loro intanto non sono rimasti in silenzio.

“Ma quali professionisti. Tardelli e Co. bastardi telecronisti”. Senza mezze parole, la Curva B attacca Tardelli e Lollobrigida per la scandalosa telecronaca e con loro tutto il seguito della Rai, che come al solito, invece di ammettere gli errori, fa prima a mostrarsi indignata.

L’indignazione numero uno, ha il nome di Alessandro Antinelli, il giornalista e telecronista sportivo, che dopo aver visto lo striscione ha così commentato: “Lo striscione contro il nostro Tardelli e la Rai esposto in Curva B dovrebbe essere condannato dal Napoli. Si deve parlare di vergogna quando ci sono i cori contro i napoletani, non per una telecronaca”.

A queste parole non c’è molto da aggiungere, solo se si vuole evitare un’ulteriore polemica. Bisognerebbe far presente ad Antinelli che una telecronaca faziosa è comunque un’offesa, è un ottimo escamotage per imporre un qualsiasi pensiero a discapito di un altro, in modo vago e indiretto. La telecronaca ascoltata durante Lazio-Napoli si può definire semplicemente poco democratica, i telespettatori partenopei non avevano scelta, o ascoltavano la netta preferenza laziale dei telecronisti o dovevano guardare la partita senza commento, dal momento che anche la radiocronaca della Rai, non sarebbe stata tanto diversa.

I cori contro i napoletani sono all’ordine del giorno, si usano allo stadio e probabilmente anche al supermercato e nelle scuole durante l’ora di musica, ma troppe volte sono stati sottovalutati o chiamati col nome di “goliardata”, e il fatto che Alessandro Antinelli si mostri così attento alla vicenda ci stupisce, non sarà forse perchè con i soldi che si ricavano dalle multe si potrebbe salvare il Parma?

Se il motivo fosse questo non ci sarebbe da stupirsi. Intanto nel bene o nel male dello striscione in Curva B se ne parla, e lo scopo dei tifosi è stato raggiunto: far sapere a tutti quanto sia stata indecorosa la telecronaca Rai.

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