Strage di Secondigliano. Il killer aveva un vero e proprio arsenale. Le foto

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Un vero e proprio arsenale del terrore quello che è stato trovato in casa di Giulio Murolo, il killer di Secondigliano, che ha ammazzato quattro persone dopo una banale lite.

L’infemiere 48enne del Cardarelli deteneva legalmente in casa, fucili e pistole ed i poliziotti hanno trovato anche un fucile mitragliatore Kalashnikov Ak47, acquistato illegalmente e due machete, armi da taglio usate per sgozzare le vittime. Il pluriomicida per la legge è incensurato ed ora dovrà rispondere anche di detenzione illegale di arma e ricettazione.

A Murolo oltre ai reati di omicidio e strage, sono contestati quelli di spari in luogo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale. Per bloccare Murolo le forze dell’ordine hanno sparato almeno 10 colpi d’arma da fuoco verso l’uomo che dal balcone della propria abitazione continuava a sparare contro i passanti uccidendo anche un vigile e un passante.

Un uomo appassionato di armi e di caccia, dalla personalità fredda ed introversa. E’ questo il profilo di Giulio Murolo, celibe ed incensurato. “Mai ricevute segnalazioni negative sul suo conto – ha detto il direttore sanitario dell’ospedale Franco Paradiso – non lo conoscevo bene“.

Si è chiuso nel silenzio – ha raccontato il questore di Napoli Guido Marino – durante le telefonate con l’operatore del 113 è apparso naturalmente in stato di eccitazione, ma non di alterazione psichica“. Murolo tuttora si avvale della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio condotto dal pm Roberta Simeone e tra lunedì e martedì è invece previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip.

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Le armi ritrovate in casa di Murolo

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