Commissione Antimafia: Vincenzo De Luca è un impresentabile. Ecco tutti i nomi

Vincenzo De Luca impresentabile

Vincenzo De Luca, candidato del Partito Democratico alla presidenza della Regione Campania, è un impresentabile secondo la Commissione Parlamentare Antimafia. L’ex sindaco di Salerno si trova nella lista di impresentabili assieme ad altre 16 persone (recte, 15 dopo la successiva cancellazione di Biagio Iacolare), di cui 12 candidate in Campania e 4 nella Regione Puglia. Ecco i nomi di tutti i 12 impresentabili in corsa nelle liste campane:

Casi di giudizio pendente in primo grado per reati rientranti nel codice di autoregolamentazione: Ambrosio Antonio, Passariello Luciano, Nappi Sergio, De Luca Vincenzo, Errico Fernando, Lonardo Alessandrina, Plaitano Francesco, Scalzone Antonio, Viscardi Raffaele.

Casi di prescrizione per reati rientranti nel codice con giudizio definitivo: Elefante Domenico.

Casi di assoluzione per reati rientranti nel codice con giudizio ancora pendente: Grimaldi Carmela.

Casi di condanna per reati rientranti nel codice con giudizio ancora pendente: Gambino Alberico.

Tra questi dunque, oltre a Vincenzo De Luca, vi è Alessandrina (Sandra) Lonardo, la moglie di Clemente Mastella, sotto processo per concussione e candidata per Forza Italia, a sostegno di Stefano Caldoro. In tutto sono 8 gli impresentabili tra le fila dell’attuale governatore della Campania, mentre gli altri “appartengono” a De Luca, implicato in un processo con l’imputazione del reato di concussione continuata. Altre ipotesi di reati a suo carico sono abuso d’ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere. Vincenzo De Luca, intanto, ha minacciato una querela per diffamazione nei confronti dei componenti della Commissione Antimafia, incluso il presidente Rosy Bindi, che fa parte dello stesso partito dell’ex sindaco di Salerno, anche se all’interno di una corrente di minoranza in conflitto con Matteo Renzi. La Bindi ha dichiarato: “Si sa benissimo per quale motivi sono stati inseriti nelle liste, perché portano voti, forse proprio perché sono impresentabili”.

Il codice etico del PD, evidentemente, non ha lavorato a dovere se ci è voluta l’Antimafia a far sì che alcuni personaggi fossero etichettati come “impresentabili”. A questo punto ci si aspetterebbe un passo indietro da parte di tutti, anche di quelli che sostengono Stefano Caldoro, o almeno una presa di posizione da parte dei segretari dei vari partiti. Caldoro nel frattempo ha reso noto di aver invitato personalmente Francesco Plaitano a ritirare la candidatura, poiché “di fronte a reati di mafia e camorra non bisogna avere alcuna titubanza”: e degli altri 7 cosa pensa? Dei 13, solo Antonio Scalzone si è ritirato dalla corsa, almeno al momento, mentre il resto probabilmente non vuole rinunciare alla prospettiva di una comoda poltrona, ammesso che siano eletti.

Un Caldoro che forse, secondo alcuni, neanche un paio di mesi fa si faceva pubblicità indiretta su uno dei principali quotidiani campani, attraverso il tema dei fondi strutturali dell’Unione Europea. Peccato che la Campania sia la regione che meno li ha spesi, facendoli tornare al destinatario, eppure lui la regione in mano ce l’ha dal 2010. La lista civica meridionalista Mo! sottolinea infatti che per la Regione Campania “a Dicembre 2014 e la spesa certificata dei fondi disponibili per il periodo 2007-2013 è solo al 34%”, mentre il piano per il periodo 2014/2020 è stato approvato in fretta per motivi elettorali. Da tutte le vecchie parti, insomma, abbiamo assistito alle solite trovate per quel voto in più.

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