Vogatore veneziano offende Amalfi: oltraggiato il simbolo della città

Cavallo di Amalfi

La classica e storica Regata delle Repubbliche Marinare, nella sua 60esima edizione, vede trionfare la squadra di casa, Venezia, seguita immediatamente e con enorme orgoglio per la Campania, dall’equipaggio di Amalfi che si piazza al secondo posto.

Gli amalfitani, hanno vogato con grinta, animati in primis dalla voglia di vincere ma anche dalla voglia di mettere a tacere con stile, la foto vergognosa postata su Facebook da un vogatore veneziano. L’immagine in questione, ritrae il cavallo, simbolo della città di Amalfi durante un rapporto sessuale, volgare e ampiamente offensivo, un gesto che non fa certo onore all’atleta in questione, ma neanche alla squadra che rappresenta.

“Ecco come noi veneziani usiamo le cavalle amalfitane”. Così commenta la foto il giovane vogatore, credendo o forse sperando di far passare per “goliardata”, quella che invece ha tutto il sapore di una vera e propria offesa alla città e a tutto il popolo di Amalfi. Il sindaco della città costiera ha immediatamente preteso le scuse dell’atleta che non sono tardate ad arrivare, il post è stato prontamente cancellato, sul social network  subito ne è apparso uno nuovo dove il giovane porgeva le proprie scuse e molti altri in cui altri ragazzi prendevano le distanze da quanto accaduto.

“L’amministrazione comunale è venuta a conoscenza di un esecrabile comportamento offensivo tenuto da uno dei vogatori della squadra veneziana nei confronti di un simbolo della città di Amalfi. Simili gesti, totalmente estranei ad una manifestazione caratterizzata da una fiera ma leale rivalità, devono essere censurati nella maniera più ferma. Non vorremmo mai vedere il leone alato simbolo di Venezia essere oggetto di scherno da parte altrui, così come non possiamo tollerare che simili offese vengano portate ai simboli delle altre città. Per tale ragione, l’amministrazione comunale si scusa con la squadra di Amalfi, con i suoi cittadini e con i suoi rappresentanti, auspicando che la pur sentita rivalità si manifesti solamente nell’ambito di una corretta manifestazione sportiva”.

Questo è quanto si apprende da una nota ufficiale, ma purtroppo le scuse, se pur dovute e ben accette, sono troppo spesso solo un palliativo, che non metterà mai fine a gesti così vergognosi e inaccettabili da parte di atleti professionisti, qualunque sia la loro città d’origine.

 

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