Terra dei Fuochi: ora la qualità dei prodotti si vede con lo smartphone

Verdura Terra dei Fuochi

La questione Terra dei Fuochi è una piaga che affligge notevolmente la Campania, e oltre a mettere in serio pericolo la vita di molti abitanti della regione, influisce indirettamente anche su quelli che potrebbero essere i guadagni derivanti dalla vendita dei prodotti nostrani. Chi vorrebbe mai acquistare alimenti contaminati? Tante volte, anche un po’ per scherzo, qualcuno trovandosi dinanzi a banchi di frutta e verdura, domanda “Ma questa mica è della Terra dei Fuochi?”, a dirla tutta, non si capisce mai se si tratta di uno scherzo o una reale preoccupazione, e allora bisogna porre rimedio, perché è impensabile accettare di uscire per fare la spesa e correre il rischio di acquistare qualcosa che possa farci male.

Proprio per questo motivo, la Regione Campania, assicura una serie di controlli accuratissimi, che potranno assicurare la salubrità dei prodotti Campani. “La Campania è stata umiliata, ora deve recuperare credibilità in filiera. Entro pochi mesi saremo in grado di garantire una mappatura della salubrità delle produzioni campane e creeremo una banca dei campioni di acqua, suolo, alimenti”. Il nuovo governatore, Vincenzo De Luca, presenta così il progetto pensato per dare nuova luce ai prodotti di origine campana, un progetto che prende il nome di “QR code Campania”, e che garantirà tramite un collegamento col proprio cellulare, la sanità dei prodotti che andremo ad acquistare. Per le persone che non avranno la possibilità di poter controllare attraverso il proprio smartphone, tutti i valori dei controlli effettuati, potranno semplicemente controllare sull’involucro del prodotto in questione, se appare il bollino che ne assicura la garanzia.

Tutto ciò sarà reso possibile grazie ad una serie di controlli a cui le aziende campane dovranno sottoporsi, si controllerà frutta e verdura e addirittura verranno fatti controlli anche su capelli e sul latte materno, per controllare gli eventuali effetti della tossicità. Il progetto andrà in porto grazie a 55milioni stanziati dalla Regione, per favorire i controlli, va sottolineato che anche sotto la guida del predecessore di De Luca, Stefano Caldoro, erano stati predisposti 18milioni di euro per lo sviluppo dei vari controlli nelle aziende del territorio campano. Il problema nacque quando fu sottolineato che ad essere ammesse alla richiesta dei fondi per i controlli erano solo le aziende in regola con il Documento unico di regolarità contributiva, e solo 894 su 9245 aziende presentarono la domanda, un numero quasi del tutto nullo.

A questo proposito Vincenzo De Luca, decide di stanziare oltre a quei 18milioni previsti da Caldoro, altri 32milioni, favorendo indistintamente controlli a tutte le aziende. I controlli non saranno certo facili, ma indubbiamente indispensabili, verranno prelevati campioni negli 88 comuni presenti nella Terra dei Fuochi, ma non sarà risparmiata l’area territoriale compresa tra Napoli e Caserta, che ad oggi si insidia prepotente tra i siti contaminati, e neanche i comuni di Benevento, Salerno e Avellino, che dovranno ugualmente sottoporsi alle analisi territoriali predisposte dalla Regione Campania. I primi controlli effettuati appunto sugli 88 comuni “ufficiali” della Terra dei Fuochi, saranno pronti entro Settembre e presentati ad Expo, così come dichiarato dal governatore De Luca, poi poco alla volta, ma a passo svelto per quanto possibile, continueranno i controlli, che oltre ad assicurare la salubrità dei prodotti che verranno messi poi in commercio, saranno anche in grado di identificare accuratamente le aree contaminate dove bisognerà intervenire.

Un futuro per la Terra dei Fuochi c’è, speriamo solo che non resti utopia.

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