Sessa Aurunca: due tonnellate di cannabis in un pescheto, arrestati due napoletani

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Una vera e propria coltivazione di cannabis quella impiantata in un terreno di Sessa Aurunca, nel casertano, da due uomini napoletani, rispettivamente di Marano e Villaricca. Ben nascosti tra le piante di pesche, infatti, gli uomini della squadra mobile di Caserta, durante un controllo effettuato nella giornata di ieri, hanno trovato all’interno dell’appezzamento ben 430 piante di cannabis, della qualità indica, per un peso totale di quasi due tonnellate.

Immediate le manette per Angelo Cacciapuoti, 57enne di Villaricca, e per Antonio Simeoli, 43enne di Marano. Per loro – come riportato dal quotidiano Il Mattino – l’accusa è di detenzione e coltivazione illegale di stupefacenti. Coltivazione praticata all’interno di un terreno che si estendeva per 10.000 metri in quel di Sessa Aurunca.

Almeno di facciata doveva sembrare un comune pescheto, ma gli alti arbusti dei frutti estivi in realtà servivano soltanto per nascondere le più proficue piante di cannabis indica, che infatti  se fossero state immesse nel mercato delle droghe avrebbe fruttato ai due uomini napoletani un guadagno di circa 70.000 euro. Le piante erano poste in coltura su circa 20 filari da 200 metri ognuno, alternate con piante di pesco che ne nascondevano la visione anche dall’alto. Il fondo era irrigato da impianto automatico. Sul posto inoltre sono stati sequestrati attrezzi e utensili per la coltura.

Cacciapuoti e Simeoli, invece, presi letteralmente con le mani nel sacco – intenti proprio alla lavorazione del loro terreno – sono stati condotti presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, mentre tutta la sostanza stupefacente è stata naturalmente prima espiantata e poi sequestrata.

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