“Ma che vuò?”: grazie a un campano arriva l’emoticon ispirata al gesto

A chi di noi almeno una volta nella vita non è capitato di dire la frase ‘Ma che vuoi?’ accompagnata da un gesto della mano. Le dita che si chiudono a forma di cuoppo facendo toccare il pollice e l’indice.

“Mano a tulipano”, “Dita a borsa”, sono tanti i modi di dire che indicano questo gesto tra quelli italiani più famosi al mondo. Dal prossimo aggiornamento Whatsapp (autunno) sarà possibile trovare questo e altri 115 simboli in versione emoji. Il gesto italiano, tipicamente napoletano, compare infatti insieme all’uomo con il velo da sposa e a quello che allatta, al ninja e all’orso.

L’idea è nata quasi per caso e a proporla è stato Adriano Farano, imprenditore di Cava de’ Tirreni, che in un servizio al tguno spiega:

“Eravamo a San Francisco con questa mia amica Jennifer Lee, che lavora per Emojination, e le stavo spiegando con orrore che tanti amici americani avessero seguito questa moda di preparare a casa il limoncello, ma con la vodka. Mi venne spontaneo questo gesto”.

L’amica lo esorta a trasformare il gesto in un emoticon e grazie a un team di esperti ecco creato l’emoji: “Ma che vuò?”.

L’arte del gesticolare è stata per secoli parte integrante del processo comunicativo tra esseri umani, fino all’introduzione della lingua unica. Gli emoticon sono una sorta di ritorno all’antichità, all’uso di geroglifici. Un primato italiano quello di gesticolare che ora con l’emoticon vede gli americani trovare nel gesto un altro significato. C’è in Rete chi ha visto nel pugno chiuso un significato sessuale. A questo noi napoletani rispondiamo con un altro gesto, “paura eh?”. Questo sì che potrebbe essere usato con la ‘mano a cuoppo’.

 

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