Coronavirus, vescovo di Aversa: “Funerali e matrimoni per pochi intimi, via le acquasantiere”

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Foto del gruppo Fb ‘Chiesa di Aversa’

Con l’emergenza del coronavirus in Italia, anche la Chiesa corre ai ripari. A San Marco in Lamis, piccole comune di 13 mila abitanti in provincia di Foggia, è stata aperta un’inchiesta. Al funerale di un 75 trovato positivo, hanno partecipato più di 300 persone, ora tutte a rischio contagio. Il fascicolo è a carico di ignoti per diffusione colposa dell’epidemia.

La C.E.C. ha diffuso quindi alcune linee guida per evitare possibili contagi. Misure anti-coronavirus che sono state adottate alla lettera da un vescovo di Aversa. Come spiegato sul sito della Diocesi dal vescovo Mon. Angelo Spinillo:

“In margine al comunicato CEC e a titolo esemplificativo sua Eccellenza Mons Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, integra il testo con alcune norme da seguire tutti insieme almeno fino al prossimo 15 marzo.

Carissimi confratelli, carissimi fedeli, come indicato nel Decreto del Governo e premesso che si tende solo a far crescere lo spirito comunitario proprio del nostro essere Chiesa attenta alla vita del mondo, si terranno aperte le chiese nelle forme consuete per favorire la preghiera o l’adorazione personale dei singoli fedeli o di piccoli gruppi.

Per l’attenzione richiesta in queste circostanze, e per il tempo indicato, rimane sospesa ogni attività di catechesi ai bambini o ai giovani, o che raduni persone senza garantire la minima distanza indicata nel decreto. Si tolga l’acqua dalle acquasantiere e si eviti il segno di pace. Si conservano le celebrazioni liturgiche domenicali avendo l’accortezza di chiedere ai fedeli di rispettare gli spazi opportuni, ricordando le possibilità offerta dai Media e comunque ricevendo la comunione sul palmo della mano. Anche per i matrimoni ed i funerali, nelle modalità opportune, si incoraggi solo la partecipazione dei familiari più stretti. Non si neghi la comunione agli anziani o ammalati che la richiedano a casa. Ribadisco il carattere temporaneo di queste disposizioni e l’auspicio di un rapido e sereno ritorno alla normalità.

Affinché tali disposizioni possano essere applicate, saranno i Sacerdoti, sul posto, a gestire al meglio queste indicazioni. Si auspica ancora, come invitano i Vescovi, che queste limitazioni siano osservate con senso di partecipazione e di corresponsabilita per la vita della comunità e della Chiesa, accogliendo ancora con disponibilità le indicazioni che potranno essere date dai Parroci”.

Queste le misure anti-coronavirus della Cec a cui si è ispirato il vescovo di Aversa:

“Sono sospese, in via precauzionale, le attività pastorali di catechesi e oratoriali. Nello specifico:
– Catechismo prima comunione
– Corso di cresima
– Corso prematrimoniale
– Gruppi di Azione cattolica (ACR compresa).
Restano invariate le celebrazioni delle Messe e dell’Adorazione eucaristica, invitando i fedeli a mantenere distanza minima di sicurezza, evitare contatti ravvicinati (segno della pace), ricevere la santa comunione sulla mano e le altre dovute attenzioni a tutela della propria persona e degli altri.
Mentre sollecitiamo ogni persona, sacerdoti e laici, di saper creare condizioni di vita sostenute da prudenza, attenzione e responsabilità, rendiamo più vivo il senso della fede in Dio in un vissuto ecclesiale che sappia essere segno di fiduciosa speranza nell’affrontare gli sviluppi di questa situazione, collaborando con le istituzioni locali nel rendere effettivo l’impegno teso a superare questo delicato momento della nostra vita”.

 

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