Coronavirus, morta una bigliettaia: contagiata da un uomo che le sputò addosso

A Londra una donna è morta dopo che lo scorso 22 marzo era stata aggredita da un uomo positivo al Covid-19.

Belly Mujinga, 47 anni, lavorava nella grande stazione ferroviaria di Victoria. A fine marzo era stata vittima dell’attacco insieme a una collega. Dopo il ricovero in terapia intensiva a inizio aprile e l’intubazione, la donna, che già soffriva di patologie respiratorie, è deceduta. Aggredita a sputi e colpi di tosse da un uomo positivo al Covid-19 e infine morta per le conseguenze del contagio.

A denunciare l’accaduto è stato il sindacato – Transport Salaried Staffs Association (Tssa) – a cui la donna era iscritta. La denuncia è rivolta soprattutto alle condizioni in cui questi lavoratori svolgono ogni giorno il proprio mestiere, che in questi mesi di crisi è diventato molto duro.

Una storia sconcertante che sta facendo il giro della Gran Bretagna – ormai diventata il primo paese in Europa per numero di vittime da corona virus – ma che sarebbe potuta accadere anche qui in Italia.

Ricordate il caso dell’uomo che sputò su un infermiere e un medico al Cotugno di Napoli? Egli aggredì i due sanitari perché stufo di stare in fila ad aspettare il tampone, fu bloccato dalle forze dell’ordine, e l’infermiere e il medico furono messi in quarantena. Cosa sarebbe successo se quell’uomo fosse stato positivo e avesse infettato non solo i due sanitari, ma tutto il reparto in cui si trovava? Sarebbe stata una strage.

E del ragazzo a Caserta che prendeva sotto gamba la pandemia e sputava sulla frutta in un supermercato? In un video pubblicato sul proprio profilo Instagram il ragazzo prendeva in giro la situazione e sputava sulla frutta – dal video non è chiaro se sia partito lo sputo o meno, ma il gesto è comunque da condannare. Infatti anche lui è stato fermato dalle forze dell’ordine e accusato di procurato allarme e inosservanza ai provvedimenti delle autorità.

Episodi del genere sono davvero spiacevoli, avrebbero potuto procurare ingenti danni. Non si capisce cosa spinga queste persone a compiere atti di questo tipo. La donna a Londra è morta, e forse non è neanche l’unica e l’ultima a morire a causa di questo genere di aggressioni.

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