Arresto sindaco Marigliano, così si compravano i voti: “Portavamo la gente coi pulmini”

Corruzione MariglianoPochi giorni fa è stata resa nota la notizia dell’arresto di Antonio Carpino, il Sindaco di Marigliano, per corruzione. È accusato di aver comprato i voti in tempo di elezioni. Grazie alle indagini, e soprattutto alle dichiarazioni dei pentiti, il quadro si sta delineando maggiormente.

Molto spesso quando gli affari di camorra vengono alla luce è grazie ai pentiti. In questo caso infatti sono stati Piezzo e Tommaso Schisa a cantare il misfatto che si celerebbe dietro la candidatura del Sindaco Carpino.

I fatti risalgono alle elezioni del giugno 2015 quando Carpino avrebbe richiesto direttamente al clan di Luigi Esposito detto “O Sciamarro“. Questo infatti controlla tutta la zona di Pontecitra e non solo. Il quotidiano Repubblica ha riportato le dichiarazioni dei pentiti in un articolo a firma di Stella Cervasio.

Queste le parole del pentito Piezzo: “Io ho sempre aiutato le persone del rione. Ho sempre dato da mangiare alla gente che non poteva. In cambio del voto non mi sentivo di dare semplicemente 100 euro, dovevo promettere loro un lavoro. Loro avrebbero votato chi dicevo io non per paura ma per gratitudine e per avere la mia porta aperta. Diedi 200 euro a Esposito e il giorno del voto affittammo i pullman: io ero ai domiciliari e guardavo dal balcone. Vidi ‘o Sciamarro che caricava le persone sul pulmino per poi accompagnarle a votare. Vedendolo circondato da donne anziane mi misi a ridere e gli dissi di portarle anche al bar. Io scherzavo, ma lui lo fece veramente. Fui io a occuparmi di svegliare le persone e le feci scendere perché le portassero ai seggi. Venne anche Carpino in giacca e cravatta e vide tutta la scena.

Queste invece le parole di Tommaso Schisa:”Quasi tutti i residenti a Pontecitra sono implicati in attività criminali. Queste persone ci obbedivano perché davamo loro dei soldi in cambio. Costava di solito 100 euro. A volte facevamo il forfait di 50 euro a voto. Venivano i candidati, dicevano che servivano 100/200 voti, noi fissavamo il prezzo e loro che già avevano portato con sé il denaro, ce lo consegnavano.

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