Napoli, la camorra investe sulla pandemia e ricicla i soldi con le mascherine

Napoli – la camorra ricicla i soldi in mascherine. Il rischio che la camorra investisse sulla pandemia di covid era risaputo, e infatti è l’allarme che ha lanciato il presidente della Corte d’Appello di Napoli, Giuseppe De Carolis di Prossedi alla vigilia della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.

Come riferisce il quotidiano “La Repubblica”, con il Covid-19, i clan hanno incontrato difficoltà nel riciclaggio “non potendo accedere agevolmente al tradizionale mercato delle imprese turistiche, della ristorazione e dell’abbigliamento – afferma il presidente della Corte – hanno trovato nuove fonti di riciclaggio nella commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e in particolare di mascherine, che sono state vendute in grossi quantitativi anche ad enti locali e ospedalieri“. Si tratta, evidenziano i magistrati, di un dato “allarmante”.

La camorra, aggiunge Luigi Riello – procuratore generale, “spara meno ma come sempre nei momenti di crisi, come già accaduto con il terremoto, è agguerrita e determinata a spartirsi la torta. E questo è già avvenuto. Rischiamo il welfare della camorra. La Procura antimafia di Napoli è molto attenta e così le forze dell’ordine, ma abbiamo bisogno di una risposta strategica man mano che ci avviciniamo alla spartizione dei fondi”.

Oltre al pericolo camorra nella pandemia e nel riciclaggio dei soldi in mascherine, si è parlato anche della situazione generale di Napoli.

Sui murales realizzati in memoria di minorenni uccisi da esponenti delle forze dell’ordine durante tentativi di rapina, il pg Riello è durissimo: “Sono una vergogna, la libertà di espressione non c’entra. È ora di mettere i valori al posto giusto. Non può esserci mediazione su questo: bisogna scegliere da che parte stare, se con lo Stato o contro lo Stato. Con tutto il rispetto, chi ha perduto la vita commettendo reati, non merita nessuna celebrazione“.

Potrebbe anche interessarti