Gragnano, Giovanni pugnalato a 15 anni. La sorella: “Ha difeso un amico. Attaccato da 8 ragazzi”

coltello

Giovanni Inflorato, ragazzino di 15 anni, è stato accoltellato lo scorso lunedì 3 maggio a Gragnano da una baby gang per dei futili motivi. Purtroppo la violenza tra i giovani non pare placarsi, anzi, durante la pandemia di covid sembrerebbe aumentata ancora di più.

Per fortuna Giovanni non è in pericolo di vita e tanti sono i messaggi che sui social si sono succeduti in queste ore per dare supporto alla famiglia. Famiglia che, tramite la sorella e il padre del ragazzo, hanno espresso la loro sull’accaduto. Il papà ringrazia sia i Carabinieri sia il il sindaco Paolo Cimmino, e alla fine si lascia andare ad una considerazione sullo stato attuale delle cose nella società: “Buongiorno, volevo ringraziare tutti gli amici che in questo brutto momento sono vicini con il loro cuore alla mia famiglia. Un ringraziamento speciale è dedicato all’egregio Signor Sindaco Cimmino il quale quotidianamente si interessa sulla salute di mio figlio.

Inoltre ci tengo a ringraziare l’arma dei Carabinieri di Castellammare e Gragnano i quali hanno avuto, oltre che un atteggiamento serio e professionale , anche amorevole ed affettuoso. Spero che quanto accaduto al mio angelo possa essere da esempio ma anche da sprono a questa società . Cose del genere non dovrebbero accadere ed ho fede nella giustizia“.

La sorella di Giovanni Inflorato, Francesca, invece racconta come sono andate le cose e condanna simili gesti: “Il ragazzo che è stato accoltellato è MIO FRATELLO. Ferito per difendere un suo amico. Tentava di scappare ma dopo essere inciampato è caduto per terra , prima accoltellato due volte e successivamente pestato con calci, pungi e anche persuasioni sul capo con un casco .

Era solo, indifeso, privo di armi come giusto che sia, ma ciò non ha impedito ad otto vigliacchi di scagliarsi contro mio fratello ferito per terra. Privi di animo morale lo hanno accerchiato e continuato senza fermarsi fin quando qualcuno non ha urlato per indurli a smettere . Questi 8 ,non saprei come definirli, hanno poi continuato in rete inneggiando alla morte di mio fratello”.

Francesca commenta poi la brutta piega della violenza giovanile che si sta facendo largo: “Ho ritenuto opportuno la divulgazione di quanto accaduto per sottolineare quanto il nostro paese sia colmo di ferocia . Si parla di ragazzini di 15 anni, bambini che escono di casa con armi e con la brutale consapevolezza di utilizzarle . Ragazzini che vogliono imitare i mafiosi o come si dice in napoletano “a gent malament” ma devono capire non si scherza con queste cose , non si scherza con la vita di una persona .

Non viviamo in un film , questa è la vita reale in cui ogni giorno a causa di persone prive di raziocinio muoiono uomini, donne e bambini. Non vi sono più valori tra i giovani e non solo. Mio fratello ,essendo uno dei pochi a possederli, ha preferito essere fedele e leale al suo amico rischiando la sua stessa vita nonostante il fatto non gli riguardasse . Sfido chiunque ad affrontare un branco di animali per difendere un amico .. Ma mio fratello Giovanni Inflorato lo ha fatto!

Avrà avuto molta paura , sicuramente molta paura , ma questa non gli ha impedito di reagire e difendersi per quanto ha potuto . OTTO e un COLTELLO contro UNO INDIFESO, questo dice tutto. Ma in che mondo viviamo? L’unica sua arma è stata la LEALTÀ e di questo ne vado fiera , ma non dovrà accadere mai più perché in questo mondo questa virtù non paga” – conclude la sorella del ragazzo.

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