Caserma di Piacenza, condannati tutti i carabinieri infedeli: 12 anni per Montella

Condanne da 3 anni e 4 mesi fino a 12 anni per i carabinieri infedeli di Piacenza, accusati di spaccio di droga, pestaggi, estorsioni e torture in caserma. Si tratta degli uomini che il procuratore capo di Piacenza non aveva esitato un attimo a definire “traditori dello Stato”. Per Giuseppe Montella, capo del gruppo, la condanna più lunga, ovvero 12 anni. Infatti, lui aveva preso parte a circa 6o episodi contenuti nel capo di imputazione, ma ha sempre ammesso di non aver agito da solo.

giuseppe montella
Giuseppe Montella

L’inchiesta è durata mesi, con l’utilizzo di intercettazioni e pedinamenti. Il tutto perché la caserma dei carabinieri a Levante viveva una vita parallela, fatta di droga sequestrata e poi rivenduta, ma anche metodi che niente dovrebbero aver che fare con un luogo di quel tipo. Inoltre, gli altri carabinieri infedeli condannati hanno ricevuto pene più brevi. L’appuntato Salvatore Cappellano a 8 anni, 6 anni per Giacomo Falanga, 4 anni per Marco Orlando e per Daniele Spagnolo 3 anni e 4 mesi.

Si ritiene soddisfatta il procuratore Pradella, spiegando all’AdnKronos che “l’impianto accusatorio ha retto in pieno”. Inoltre, considera il fatto in sé per sé di estrema gravità, che ha offeso tutti i carabinieri che lavorano in silenzio e con spirito servizio. D’altronde, anche l’Arma dei Carabinieri esprime il proprio dolore su questa vicenda molto grave, considerando inaccettabile che dei carabinieri possano avere questo tipo di atteggiamenti.

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