La Mantide della Brianza ha colpito anche in Campania: ha drogato e rubato 80mila euro a un uomo

Tiziana Morandi mantide della brianza
Foto: la “Mantide della Brianza” Tiziana Morandi, profilo Facebook

L’hanno soprannominata Mantide della Brianza, dal nome della mantide religiosa che è solita uccidere il maschio con cui si è appena accoppiata. Tiziana Morandi è stata arrestata nei giorni scorsi a Vimercate, in provincia di Monza, con l’accusa di rapina e lesioni: avrebbe truffato sei persone di età compresa tra i 27 e gli 84 anni, narcotizzandoli e derubandoli.

La Mantide della Brianza ha truffato un 71enne irpino

La donna ha messo a segno un colpo anche ai danni di un uomo di 71 anni della Provincia di Avellino. La vicenda è raccontata da diversi media locali e nazionali. Lo scorso giugno Tiziana Morandi avrebbe contattato la sua futura vittima con la sua solita modalità, ossia attraverso un social network, invitandolo a raggiungerla in Brianza. Il 71enne le aveva raccontato di disporre di una collezione di monete e pennini d’oro del valore di circa 80mila euro che aveva intenzione di vendere.

La vittima quindi ha raggiunto la Lombardia con la promessa, fatta dalla Morandi, di fargli incontrare esperti del settore. Purtroppo per lui tuttavia la donna ha aggiunto delle benzodiazepine nel drink che stava bevendo: dopo averlo narcotizzato si è impossessata dell’oro e successivamente si è fatta regalare gioielli e vestiti per un valore di 4mila euro.

A quel punto la Mantide della Brianza ha convinto il 71enne irpino a prendere un treno per Torino, dicendogli che lì avrebbe incontrato un acquirente. L’uomo è giunto in Piemonte in stato confusionale, perdendo ad un certo punto i sensi. È stato ricoverato all’ospedale Umberto I e dopo essersi ripreso si è accorto della truffa.

La Mantide agiva sempre nello stesso modo

Tiziana Morandi operava le sue truffe sempre attraverso la solita prassi: individuava le potenziali vittime e le contattava su Facebook. Invitava le vittime a casa sua, offriva loro da bere ed aggiungeva dei narcotizzanti nelle bevande: a quel punto si impadroniva del bottino costituito da oggetti preziosi, denaro o carte di credito da cui faceva sparire i soldi.