Omicidio Ciro Modugno, confermata la pena per l’assassino: lo investì drogato e contromano

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Ciro Modugno

La Corte d’Appello di Napoli ha confermato oggi la condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione nei confronti di Pietro Capoluongo, che il 10 ottobre 2021 ha ucciso il 15enne Ciro Modugno investendolo guidando contromano sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti. L’uomo stava già scontando ai domiciliari la pena inflitta in primo grado, che è stata dunque confermata in secondo grado.

Omicidio di Ciro Modugno: confermata la pena a 7 e 4 mesi per l’assassino

A Capoluogo è stato inflitto quasi il massimo della pena prevista per omicidio stradale. Nunzia Covelli, la madre di Ciro Modugno, ha espresso soddisfazione per la decisione dei magistrati. In un comunicato dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada si legge: “Siamo fieri di questa sentenza, siamo soddisfatti perché abbiamo ottenuto quasi il massimo della pena stabilita dalla legge per il reato di omicidio stradale”.

“Ci riteniamo veramente fortunati, soddisfatti e fieri per questa sentenza. Ringrazio tutte le persone che ci hanno sostenuto per tutta la giornata, da questa mattina alle 10 e fino alle 18.30. Ringrazio l’avvocato Ciro Romano del foro di Salerno, che mi ha sostenuta, e anche gli amici e i genitori di altre vittime che sono stati qua con me per Ciro. Ringrazio soprattutto l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV e l’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV, che da un anno mi sostengono e sono state per me una grande forza. Spero che questa sentenza serva a cambiare le leggi e che non ci sia più un Ciro Modugno sull’asfalto e invito tutti a sostenere le associazioni affinché possano aiutare altre mamme come me ad avere giustizia per i propri figli”.

Il fatto: l’assassino di Ciro era sotto l’effetto di alcol e stupefacenti

L’incidente che costò la vita a Ciro Modugno fu terribile. Il ragazzo stava percorrendo una strada a senso unico di Casal di Principe in sella al proprio scooter, quando è stato investito dall’auto che Pietro Capoluongo, allora 29enne, stava conducendo a velocità sostenuta e contromano. Il giovane fu subito trasportato all’ospedale di Aversa ma le sue condizioni erano troppo critiche. Dai successivi esami tossicologici effettuati è risultato che l’investitore guidava sotto effetto di alcol e stupefacenti.

“La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna a 7 anni e 4 mesi – dicono Alberto Pallotti e Biagio Ciaramella, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada – siamo soddisfatti di questo risultato che conferma come ogni volta che le associazioni sono parti civili nei processi, in risultati arrivano. All’udienza era presente l’avvocato Walter Rapattoni, delegato dal collega Davide Tirozzi. Ringraziamo entrambi per il loro impegno in questo processo e per le vittime della strada. Siamo onorati di stare vicini alla famiglia di Ciro e cercheremo di stare sempre vicino a tutte le vittime della strada, perché è vergognoso che nei processi i responsabili di omicidio stradale se la cavino sempre con pene irrisorie”.


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