Rapine e pestaggi ad Afragola, fermate 6 persone: chi forma la banda che terrorizza i tabaccai

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Rapina ai danni di un tabaccaio ad Afragola

I Carabinieri hanno eseguito un fermo nei confronti di sei persone ritenute coinvolte nei numerosi casi di rapine violentissime ai danni di tabaccai e negozianti ad Afragola. Le immagini dei crimini hanno fatto più volte il giro del web a causa della particolare brutalità con cui venivano commessi. I soggetti si accanivano infatti contro le vittime, pestandoli a sangue anche in assenza di cenni di reazione.

Chi sono gli autori delle rapine con violenti pestaggi ad Afragola

Si tratta di ragazzi di età compresa tra i 20 ed i 35 anni, che secondo le prime ricostruzioni non apparterrebbero ad alcun cartello criminale. Al contrario, pare che la camorra abbia cercato di fermarli offrendo loro qualche centinaia di euro rifiutato in malo modo, vista l’esiguità della somma che i clan avevano intenzione di elargire.

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e svolte dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Casoria, sono state avviate in seguito alla consumazione di tre violente rapine perpetrate in danno di alcune tabaccherie ubicate nel comune di Afragola. Gli eventi, verificatisi rispettivamente il 07, il 15 e il 28 settembre, hanno visto protagonista sempre lo stesso gruppo di rapinatori, i quali, armati di pistola e fucile e con volti travisati, sotto la minaccia delle armi, si sono scagliati con violenza contro i proprietari degli esercizi commerciali, in alcune occasioni colpendoli a più riprese con calci e pugni e asportando denaro contante presente nelle casse, tabacchi e gratta e vinci.

Le indagini hanno consentito di addivenire all’identità dei rapinatori, acclarando altresì l’esistenza di una vera e propria organizzazione dedita alla commissione di rapine tutte a mano armata.

Fondamentale è risultata l’attività investigativa condotta nell’immediatezza dei fatti relativa alla rapina del 28 settembre, a seguito della quale sono stati rinvenuti nel corso di perquisizioni gli abiti, le armi e i passamontagna utilizzati dai rapinatori, che, dopo il colpo, erano stati nascosti nelle aree comuni di una palazzina in cui abitano alcuni degli indagati. Le attività tecniche successive hanno consentito di rafforzare il grave quadro indiziario a carico degli stessi.

Nel corso delle perquisizioni eseguite contestualmente alle misure cautelari sono stati rinvenuti e sequestrati indumenti e scarpe, ritenuti elementi utili agli ulteriori sviluppi delle indagini. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso il carcere di Napoli Poggioreale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.


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