Anfiteatro Campano: il sito antico versa ancora nel degrado odierno

anfiteatroRisale al 2015 la nostra prima inchiesta sul degrado dell’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere. Uno dei monumenti antichi più belli della Campania Felix, che era però ormai popolato solo da randagi e dalle sterpaglie. Rincresce sapere che in quattro anni poco e nulla è cambiato in questo luogo straordinario, ultimamente “visitato” anche da Alberto Angela e dalla sua troupe.

A descrivere la situazione odierna è un servizio del Corriere del Mezzogiorno, il quale conferma il degrado già denunciato quattro fa da noi di Vesuvio Live. Appena arrivati nel piazzale antistante all’Anfiteatro, si viene sopraffatti dalla maestosità dell’ingresso. Gli Archi e le colonne sembrano riportare la mente all’epoca romana e ai suoi fasti, di cui le lotte dei gladiatori erano esempio. Proprio qui è avvenuta la rivolta di uno di essi, Spartaco, che da quel momento in poi diventerà sinonimo di libertà.

La zona esteriore ha infatti subito un notevole miglioramento dal punto di vista turistico, con la costruzione di un ristorante biologico, di una caffetteria, bookshop e altri locali. Nulla farebbe presagire ciò che si ritrova all’interno della struttura. Una vista capace di distruggere i sogni e di catapultare subito lo spettatore ai nefasti della nostra epoca.

Una volta varcate le porte, ad accogliere i visitatori non è il fascino dell’Antichità. Cespugli infestanti, vecchie tubature e resti di lavori in corso sono solo alcune delle sorprese custodite. Si attesta addirittura la presenza di due cagnolini  all’interno di una sepoltura sannita. Il sito non è nemmeno del tutto visitabile. Persiste il divieto di accesso all’arena e non vi sono indicazioni per raggiungere i sotterranei. L’unica cosa concessa resta di nuovo ammirare con malinconia il degrado. Chissà cosa avrebbero detto gli abitanti dell’antica città di tutto ciò.

Per quanto tempo ancora dovrà continuare tutto ciò? Il secondo Anfiteatro più grande al Mondo non merita di certo questo. Mentre gli amministratori e la direttrice sperano nell’arrivo dei fondi Fesr, a noi non resta che chiedere di nuovo degli interventi concreti.

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