Cardarelli. Sabotato allarme per monitoraggio cardiaco: la denuncia del primario

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La notizia del sabotaggio dell’impianto di monitoraggio cardiaco al Cardarelli ha dell’incredibile. Manomettere con una graffetta un macchinario che tiene sotto controllo i pazienti e mettere a rischio la loro vita è da denuncia. Ed è proprio quello che ha fatto il primario del reparto Cardiologia, Ciro Mauro, denunciando il fatto alla Procura. Si parla di un evento isolato, ma allo stesso tempo inspiegabile. Il colpevole sarà identificato dopo le indagini, ma intanto si cominciano a fare le prime ipotesi: all’interno del reparto si parlava di clima pesante, mentre un’altra ipotesi è quella di silenziare l’apparecchio per non disturbare il sonno del personale notturno.

Ciro Mauro è intervenuto a Il Mattino per spiegare l’accaduto e della sua tempestività per salvare un paziente dopo che si era accorto dell’anomalia: “Era un sabato mattina di febbraio, sono andato in medicheria per rispondere al telefono e mi sono accorto che il monitor segnalava una grave anomalia di un tracciato. Una torsione di punta che precede l’arresto cardiaco. Ho subito fatto trasportare il paziente in Utic (Unità di terapia intensiva coronarica, ndr). Dopo due minuti è andato in arresto cardiaco. Lo abbiamo massaggiato e rianimato. Il giorno dopo, la domenica, abbiamo impiantato il defibrillatore. Oggi sta bene. Se qualcuno ce l’avesse con me non ordirebbe qualcosa contro i pazienti“.

L’ex direttore del Cardarelli Ciro Verdoliva aveva fatto impiantare da poco un sistema elettronico di telemetria che collega tutti i pazienti critici a una centrale di monitoraggio. Questa in caso di anomalie entra in allarme. Quell’allarme non aveva funzionato. Mi sono chiesto come mai non fosse scattata l’allerta nella centrale di monitoraggio presidiata giorno e notte da una guardia medica e infermieristica. Era un sistema di controllo nuovo, montato da pochi giorni, prima che Verdoliva andasse via dal Cardarelli. Una sorta di scatola nera che lascia traccia e registra tutti i parametri del paziente. Ho pertanto pensato che si trattasse di un’anomalia tecnica e ho chiamato l’assistenza“.

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