Le mani su Ischia: la camorra che controlla l’isola

Ischia

Non c’era bisogno dell’arresto con l’accusa di corruzione di Giosy Ferrandino, sindaco di Ischia appartenente al Partito Democratico, affinché si sapesse che l’isola si trova nella morsa della criminalità organizzata e degli interessi personali. È da tanto, infatti, che i ragazzi dell’associazione Noi Siamo Nessuno denunciano questo stato di cose, parlando di come Ischia sia diventata un luogo dove si sono concentrati gli interessi di lobbies provenienti dalla terraferma italiana e straniera, oltre che dall’Inghilterra, lobbies che hanno grosse leve sugli organi decisionali dei comuni dell’isola e attorno alle quali gravitano personaggi in qualche caso loschi. In poco tempo queste si sono appropriate, tra le tante cose, di alberghi, del porto, del trasporto pubblico e delle strisce blu, scippandoli ai locali che trovano sempre meno spazio.

A tale proposito ecco l’intervista a un esponente di Noi Siamo Nessuno, Gigi Lista:

Uno dei luoghi comuni più diffusi sull’isola d’Ischia è quello di essere una località dove non è presente la camorra.

Partiamo dal 1950, quando Alcide De Gasperi, allora Presidente del Consiglio, denunciò infiltrazioni mafiose che non avrebbero consentito la realizzazione di un piano regolatore sull’isola. Negli anni immediatamente successivi, gli esponenti politici che abbiamo ancora oggi osteggiarono manifestamente il piano regolatore. L’architetto Mario De Cunzio scrisse, come riportato dalle memorie del professor Vincenzo Mazzella: “rimosso il Piano Territoriale […] Architetti e politici locali non si opposero, anzi!”.

Arriviamo dunque alla situazione odierna, che ci pone davanti una politica locale ancora losca e legata a personaggi poco raccomandabili. Basti guardare allo schieramento “pro Cozzolino”, del quale fanno parte Ferrandino, De Siano, Del Deo e compagni come emerso dalle ultime consultazioni di partito. Ciò non vuol dire che gli altri sopra citati avessero legami con il caso Ferrandino, ma, dal punto di vista morale si potrebbe affermare che questo asse è scoraggiante.

Il nostro attacco è diretto al modo in cui agiscono i politici di Ischia nel governo dei comuni dell’Isola. È passata poco più di una settimana da quando abbiamo visto le minacce in diretta del presidente del consiglio comunale di Forio, Michele Regine, rivolte a Giuseppe Colella e come sia quest’ultimo a chiedere le dimissioni del presidente, accusandolo di aver pronunciato minacce e di voler vendere Forio. Nonostante il clima rovente nulla si muove: il presidente non si dimette ed il consigliere Giuseppe Colella, che fa sempre parte della maggioranza, verrà messo in disparte e tuttavia non chiede ufficialmente le dimissioni.

Questo è solo l’ultimo di una serie di episodi che noi denunciamo, atti al quale bisogna porre fine per avere un paese più civile e corretto. L’intera classe politica isolana dovrebbe uscire da tale silenzio, che forse le conviene per altri fini, e prendere spunto da queste riflessioni per schierarsi a con chi combatte questo genere di comportamenti che nulla hanno di pulito.

Intanto domani, 1 Aprile 2015, a partire dalle ore 16.00 a Piazza dante a Napoli, Noi Siamo Nessuno farà del volantinaggio per spingere la cittadinanza a boicottare i quotidiani e i telegiornali che fanno informazione manipolata e antimeridionale, decisione presa dopo la vicenda di Antonio Polito, direttore del Corriere del Mezzogiorno, il quale ha definito il Sud una piaga infetta. Allo stesso tempo, ci sarà una raccolta firme per la petizione nazionale con l’obiettivo di abolire NASPI, norma contenuta nel Jobs Act che riduce il sussidio di disoccupazione.

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