Il lockdown padano costa 10 miliardi al Sud: un autogol aspettare Lombardia e Piemonte

nord sudIl lockdown costa la somma di dieci miliardi al Sud. A riferirlo è la Svimez, che ha pubblicato un report sugli effetti del coronavirus al Centro-Nord e al Sud, nel quale si afferma che la chiusura della nazione fa perdere 47 miliardi al mese, di cui 37 al Centro-Nord e il restante al Mezzogiorno.

Il documento sottolinea come, nonostante l’emergenza sanitaria sia per lo più concentrata in una parte del Paese, gli effetti economici uniscano invece la nazione, una situazione assurda perché in tal modo il Meridione rischia di indebolirsi eccessivamente rendendo la ripresa più difficoltosa. Un doppio danno insomma, quello attuale e quello futuro. Tutto questo si traduce in un rischio di chiusura estremamente maggiore per le imprese del Sud: ” Sulla base dei dati di bilancio disponibili per un campione di imprese con fatturato superiore agli 800.000 euro, le evidenze su grado di indebitamento, redditività operativa e costo dell’indebitamento portano a stimare una probabilità di uscita dal mercato delle imprese meridionali 4 volte superiore rispetto a quelle del Centro-Nord“.

Il Nord, è evidente, perde di più in termini assoluti. È in quella parte del paese, a causa di scelte sconsiderate fatte nel corso dei decenni, che si concentra la maggior parte della ricchezza nazionale, eppure sarebbe opportuno non rinunciare a cuor leggero a quanto produce il Sud. Ne guadagnerebbe in realtà tutta la nazione, nell’immediato e nel futuro perché da una parte si arginano le perdite attuali, dall’altra si evita di indebolirsi troppo in vista della ripresa.

Sono d’altra parte diversi coloro che vorrebbero una riapertura differenziata a seconda della situazione contingente nelle diverse aree del paese, ovviamente con le dovute e necessarie cautele. Non stiamo spingendo per un liberi tutti al Sud, ma per decisioni su misura. È proprio questo l’approccio tedesco: perché non si può fare anche in Italia?

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