Prezzo benzina, Cingolani: “Adeguamento al rialzo immediato, mentre al ribasso è ritardato”

roberto cingolaniDistributori estremamente efficienti quando si deve adeguare al rialzo il prezzo di benzina e gasolio, ma molto lenti quando lo adeguare al ribasso. È un dato di fatto sotto gli occhi di tutti e sottolineato anche dal Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ieri in una informativa urgente alla Camera ha affermato: “Nella settimana 10-14 marzo la benzina è aumentata del 13% e il diesel del 21%, ma gli aumenti del prezzo del carburante riflettono solo in parte quelli del petrolio, che dopo aver toccato 128 dollari l’8 marzo è sceso a 98 in una settimana. Si osserva regolarmente che l’adeguamento del prezzo alla pompa al prezzo del greggio è immediato, mentre l’adeguamento alla riduzione del prezzo del greggio è ritardato”.

Così è successo anche questa volta, in tutta Italia: per effetto del nuovo decreto del Governo i prezzi dei carburati sarebbero dovuti essere già “calmierati”, ed invece le pompe hanno iniziato ad adeguarsi soltanto in serata. I costi per i cittadini schizzano immediatamente, invece, quando sale il prezzo del greggio anche se benzina e diesel erano stati acquistati dai distributori a tariffe più favorevoli.
Un taglio che durerà comunque soltanto 30 giorni, a meno di ulteriori misure del Governo per prolungare il regime di calmierazione, le cui risorse economiche di attuazione sono state trovate nel gettito extra dell’Iva dell’ultimo trimestre del 2021. C’è inoltre una questione etica che riguarda le accise: oltre a pesare per oltre la metà sul prezzo dei carburanti al consumatore, alcune sono in vigore da decenni, come quelle per finanziare la campagna in Etiopia del 1935 o per fronteggiare il disastro del Vajont, il terremoto in Friuli o quello in Irpinia, solo per fare pochi esempi. Emergenze ampiamente superate ma che continuano a generare introiti per lo Stato.

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