Covid e scuola, per gli scienziati la Campania è il modello da seguire: “Ha chiuso in anticipo”

Sono ancora tante le polemiche che girano attorno alla scuola, contrastata ampiamente dalla pandemia di Covid-19. E’ in mattina che però arriva la notizia di un documento diretto al premier Giuseppe Conte. 

Il documento firmato e stilato da vari professori universitari, docenti scolastici e membri della comunità scientifica, come riportato dal Corriere del Mezzogiorno. Si rivela essere un appello verso ”l’istruzione e la salute.” Una proposta per trovare il giusto connubio fra questi due elementi imprescindibili. Non si può certo negare l’istruzione, come di certo non si possono rischiare focolai del virus. Per questo serve un provvedimento diverso, secondo gli insegnanti e i vari elementi di spicco della comunità scientifica nazionale come: pedagogisti, fisici, matematici e infettivologi.

Scuola, la Campania come modello

Ma ciò che viene messo in evidenza nel documento sull’istruzione è la lode che viene data alla regione Campania, infatti come dichiarato: ”Non si può non rilevare che la Campania, dove si è disposta la chiusura in anticipo rispetto al resto del Paese, è presto uscita dalla classifica delle prime tre regioni per ricoveri e terapie intensive (presente invece il Lazio, zona gialla). Considerando anche l’alta densità abitativa di tanti Comuni campani e l’elevato numero di isolamenti domiciliari (seconda regione, dopo la Lombardia.)” Un modello d’istruzione in pratica, da basarsi su quello campano, dove con forse largo anticipo, vengono già chiuse scuole secondarie di primo e secondo grado.

Il ”ricalcolo” delle infezioni fra le province per salvaguardare l’istruzione

Nel documento viene anche rivisto il calcolo della ”soglia di guardia” nelle varie province, una soglia strettamente collegata alla possibile chiusura delle scuole, citando sempre il comunicato: ”Alla luce delle raccomandazioni di esperti di vari ambiti disciplinari (medicina, biologia, fisica, matematica ecc.), proponiamo le seguenti percentuali come soglie di guardia, calcolate su base settimanale nelle varie province: positivi/persone testate (bollettino giornaliero della Protezione civile): 5%; attualmente positivi per ogni 100.000 abitanti (stessa fonte): 20; decessi/positivi negli ultimi 30 giorni (bollettino giornaliero dell’Iss): 0,6%. Il superamento di due di questi indicatori dovrebbe comportare la chiusura delle scuole secondarie di primo e secondo grado”

Istruzione nelle scuole d’infanzia

Non viene risparmiato  in fine neanche l’asilo, non si può non notare infatti come il virus abbia intaccato anche la fascia dai tre ai dieci anni.  Per questo, come si legge per quanto riguarda l’istruzione della scuola materna: ”Qualora la prima o la seconda soglia fosse superata del doppio o si registrasse una letalità maggiore dell’1% (terzo indicatore), si dovrebbe comunque provvedere alla sospensione dell’insegnamento in presenza.” Spingendo verso la DAD come strategia di contenimento anche per questa fascia d’età e per questo particolare circolo scolastico. E anche se la DAD ha ovviamente le sue limitazioni  verso un misurato ricorso a questa forma di insegnamento. Può comunque contribuire a limitare la diffusione del virus, rendendo necessario rendere la DAD  ”pedagogicamente inquadrata” cosa che non è stata ancora fatta.

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