De Luca vuole trasformare Napoli: “Lungomare orientale e nuova sede della Regione Campania”

vincenzo de lucaVincenzo De Luca ha partecipato questa mattina alla presentazione di Est(ra)Moenia, una nuova associazione di Napoli che riunisce imprenditoria, mondo accademico e terzo settore impegnata nella riqualificazione urbana e dei territori. Grande tema dell’incontro è stato quello della trasformazione urbana, ossia il cambiamento dei volti della città al passare del tempo e al modificarsi dei gusti architettonici, cosa che in Italia è praticamente impossibile che avvenga almeno nelle grandi città. Secondo il presidente della Campania la colpa sarebbe dei vincoli imposti da diverse normative sulla conservazione dei beni culturali, pratica che a suo avviso scade nella “mummificazione”. In Italia non esistono esempi di trasformazione urbana sul modello di Berlino, Londra, Barcellona o Valencia, fatta eccezione per Milano e una media città come Salerno.

La trasformazione urbana a Napoli secondo De Luca

Per quanto riguarda la città di Napoli, De Luca ha voluto parlare dell’area storica che va dal porto a Piazza Garibaldi, Porta Nolana, Porta Capuana e Napoli Est. “Si tratta di una zona a cui bisogna mettere mano. L’amministrazione si è appena insediata e io voglio avere fede. È una grande sfida, quindi veramente c’è la possibilità per le istituzione di creare un pezzo di una Napoli europea di grande qualità urbana, di grande qualità architettonica, ma anche di grande ricchezza in termini di sviluppo umano, economico e formativo. Vogliamo fare un grande hub alle porte di Napoli dove convogliare tutto il traffico ed eliminare congestione ed inquinamento dal centro. L’intenzione è quella di interrare tutta la linea Eav fino a Piazza Garibaldi, realizzare un grande parcheggio interscambio per bloccare e filtrare tutti gli arrivi dall’autostrada Napoli-Pompei-Salerno”.

Un lungomare a Napoli Est

“Vogliamo realizzare un lungomare nell’area orientale, ridare il mare ai cittadini liberando la città finalmente dopo decenni dai serbatoi di gas e pippe varie che abbiamo riconcentrati. In accordo con l’autorità portuale possiamo concentrare ovviamente depositi di idrogeno e gas liquido nell’area casertana, dobbiamo fare i collegamenti. Stiamo lavorando nell’ambito del Pnrr a una linea ferroviaria dedicata dal porto di Napoli fino alle aree retro portuali. Ma guardiamoci in faccia: ora o mai più. Abbiamo una quantità tale di risorse che o abbiamo oggi la capacità progettuale (che ancora non c’è), amministrativa, organizzativa e finanziaria per passare dai progetti sulla carta ai cantieri che si aprono e si concludono. È un’occasione unica per Napoli”.

La nuova sede della Regione Campania

“Noi ne approfittiamo per realizzare di fronte all’hotel Ramada a via Galileo Ferraris un parco urbano orientale dove si trova un rilevato nei pressi della stazione della Circumvesuviana. Lì dietro quel parco abbiamo intenzione di realizzare la nuova sede della Regione Campania, intanto per evitare la dispersione di uffici che abbiamo su tutto il territorio, poi per risparmiare risorse, fitti, ma soprattutto per fare un intervento di grande funzionalità e di sostegno a un’operazione di riqualifica della città di Napoli. Pensiamo di realizzare lì, alle porte di Napoli, la concentrazione di tutti gli uffici della Regione per evitare ingressi in città. Possiamo fare una cosa straordinaria. E siccome non perdo il vizio, io coglierò un’altra occasione per prendermi un avviso di garanzia perché vorrei realizzare un’opera di grande architettura contemporanea. Dovendo realizzare la sede della Regione perché non immaginare un grande concorso di idee con grandi firme dell’architettura contemporanea? Cominciamo a dare ricchezza moderna al territorio napoletano, che è ricco come quasi nessun’altra città al mondo, forse Roma, di eredità storiche ma è poverissimo di esempi della modernità anche nel campo dell’architettura”. 

Il confronto con Salerno

“Nella filosofia urbanistica che abbiamo seguito a Salerno il progettista era Bohigas. Lo abbiamo chiamato per una ragione semplice: era il progettista della cittadella olimpica di Barcellona e la trasformazione urbana fatta lì ci piaceva. Abbiamo realizzato in questo modo una cittadella giudiziaria che è un po’ diversa da quella del Centro Direzionale di Napoli dove alle cinque di sera si ha paura di camminare. Poi Piazza della Libertà con il crescent, la più grande piazza d’Europa credo sul mare con un parcheggio interrato di mille posti auto, il ripascimento delle spiagge che se fatta a Napoli sarebbe straordinaria, da Bagnoli fino a Portici”. 

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