Savoia, la rivolta sul web. I Neoborbonici: “Donino i gioielli per risarcire il Sud”

Savoia, rivolta sul web. I Neoborbonici: "Donino i gioielli per risarcire il Sud"I Neoborbonici chiedono a Savoia un risarcimento a favore del Sud. I discendenti sabaudi, in questi giorni, hanno chiesto la restituzione dei gioielli conversati in caveau della banca d’Italia minacciando, in caso di rifiuto, di fare causa alla Presidenza del Consiglio, al Ministero dell’Economia e alla Banca d’Italia. In caso di restituzione effettiva di quei beni, il Movimento Neoborbonico vorrebbe che fossero usati per riparare le conseguenze della conquista del Sud, ossia la nascita della questione meridionale.

“I discendenti dei Savoia  – scrive il Movimento Neoborbonico – hanno richiesto la restituzione dei loro gioielli al governo italiano preannunciando azioni legali in caso di parere negativo. Il ‘tesoro’ comprende migliaia di brillanti e perle per diversi milioni di euro. Il Movimento Neoborbonico ha inviato ai discendenti sabaudi un dossier con alcune notizie relative ai famosi 443 milioni di lire delle banche meridionali pre-unitarie (sui 668 complessivi di tutte le banche italiane messe insieme), ai saccheggi e ai massacri subiti dalle popolazioni dell’ex Regno delle Due Sicilie durante l’unificazione italiana voluta proprio dai loro antenati”.

LEGGI ANCHE – Savoia e gioielli, i Borbone rinunciarono a tutto: “L’onore dei sovrani non è in vendita”

“Nel dossier anche le notizie relative ai beni sottratti ai Borbone e mai restituiti nonostante le numerose e legittime richieste. Si trattava di ville, appartamenti, oggetti d’arte e soldi dei conti correnti personali della dinastia napoletana per diverse centinaia di milioni di euro attuali”.

“In considerazione del fatto che la questione meridionale nacque proprio in quegli anni e non è ancora stata risolta e in considerazione del fatto che al Sud risulta ancora oggi un grande numero di famiglie povere, il Movimento Neoborbonico ha chiesto ai Savoia, nel caso di una eventuale restituzione, di donare a quelle famiglie i soldi ricavati dalla vendita del “tesoro” a parziale risarcimento dei danni subiti nel 1860 e dal 1860”.

Potrebbe anche interessarti