De Luca sul Reddito di cittadinanza: “No al parassitismo. Alla gente serve il lavoro”

De Luca su Reddito di cittadinanza: "No parassitismo, serve lavoro"
Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca parla del Reddito di cittadinanza nella consueta diretta social del venerdì pomeriggio. Il Presidente della Regione Campania ha commentato una dei temi più caldi della campagna elettorale appena conclusa, o meglio, l’unico tema che ha davvero concentrato l’attenzione di tutti. Una campagna elettorale che ha invece trascurato argomenti come la politica energetica, il lavoro, il Pnrr, il Sud.

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De Luca sul Reddito di cittadinanza: “No al parassitismo”

“Mantenere il Reddito di cittadinanza con una novità da introdurre: no al parassitismo. Sì agli aiuti alla povera gente, ma no al parassitismo. Su questa base credo che, con le modifiche necessarie alle leggi esistenti, noi possiamo dare una mano alla povera gente vera, aiutare chi non ce la fa, ma credo che la cosa fondamentale poi sia concentrarsi sul lavoro. Gli aiuti vanno bene e sono indispensabili, ma la cosa fondamentale per cambiare la vita della gente è il lavoro”.

“E questo è un altro tema che è stato completamente assente nella campagna elettorale, anche in chi si è presentato come difensore dei poveri. Dobbiamo dare ai giovani un lavoro stabile, altrimenti puoi dare tutti gli aiuti che vuoi, nessuno sarà in grado di farsi una famiglia, darsi un equilibrio di vita, rimanere in Campania o al Sud. Sarà obbligato prima o poi a emigrare”.

“Da questo punto di vista io continuerò a lavorare tenacemente nei prossimi mesi per verificare le condizioni per fare un nuovo concorso come Regione Campania per il pubblico impiego. Poi per sollecitare il Governo nazionale nell’attuare un piano per il lavoro per 300mila giovani da immettere nella Pubblica Amministrazione. Chiarirò ancora meglio nei prossimi giorni che piano del lavoro significa due o tre cose: primo, immissione di centinaia o migliaia di giovani, soprattutto laureati, nella Pubblica Amministrazione per coprire i vuoti. Siamo ridotti ormai a zero, non c’è personale neanche per svolgere il servizio ordinario. In queste condizioni anche il Pnrr è morto”. 


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