Gli Emirati avvisarono Netanyahu prima del 7 ottobre: lui non informò l’intelligence

Benjamin Netanyahu: ricercato per crimini di guerra contro il popolo palestinese


Circa dieci giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan avvertì personalmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu che Hamas stava preparando un’operazione di grande portata contro Israele. Netanyahu, secondo quanto rivelato da un’inchiesta del quotidiano Haaretz pubblicata martedì, non ne parlò mai ai vertici della sicurezza israeliana, e non fece nulla con quell’informazione.

Un’inchiesta che sta suscitando l’indignazione dell’opinione pubblica israeliana e dell’opposizione. Invece nessuna alzata di scudi – o quasi – per il genocidio che Israele ha cominciato a commettere proprio a partire dagli attacchi del 7 ottobre 2023 ed ordinato da Netanyahu e il suo governo con il benestare della società israeliana e dell’Occidente. In tale contesto fa sempre bene ricordare che la tragedia del popolo palestinese è cominciata nel 1948 con la Nakba, ossia la cacciata dei palestinesi dalle proprie abitazioni, i villaggi, le terre.

L’inchiesta, firmata dai giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval e tratta da un libro di prossima pubblicazione dal titolo “Hostages: 843 Days of Abandonment”, si basa su decine di fonti israeliane e internazionali, oltre a registrazioni, documenti e corrispondenza interna. Secondo la ricostruzione, la telefonata tra i due leader, durata 45 minuti, avvenne a fine settembre 2023: bin Zayed spiegò a Netanyahu che, a suo giudizio, il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar stava preparando un “evento importante” capace di provocare un forte spargimento di sangue, destabilizzare la regione e mettere a rischio gli Accordi di Abramo, che avevano normalizzato le relazioni tra Israele ed Emirati nel 2020.

La reazione di Netanyahu e il canale con l’ex ministro di Fatah

Secondo la ricostruzione di Haaretz, l’allarme raggiunse gli Emirati attraverso un canale indiretto: un ex esponente di Fatah, Sufyan Abu Zayda, originario del campo profughi di Jabalia e in passato ministro degli Affari dei detenuti nell’Autorità Palestinese, avrebbe riferito a un consigliere di bin Zayed che Sinwar stava preparando quello che in arabo veniva definito uno “zilzal”, un terremoto, descrivendolo poi come “la madre di tutte le sorprese” e “un’operazione terrificante”. Fu lo stesso bin Zayed, allertato da quell’informazione, a contattare direttamente Netanyahu.

Di fronte all’avviso, il premier israeliano avrebbe rassicurato il leader emiratino, dicendosi convinto che Hamas intendesse agire in Cisgiordania e non a Gaza, e assicurando che Israele era comunque preparato a qualsiasi scenario. Un consigliere di bin Zayed, originario di Gaza, ha riferito ai giornalisti: “L’emiro spiegò che, a suo giudizio, Sinwar si stava preparando per un evento importante. Disse a Netanyahu che Israele avrebbe dovuto essere pronto. Allo stesso tempo, raccomandò di cercare una soluzione economica per la Striscia e di calmare la Cisgiordania per prevenire un’escalation”.

L’informazione mai passata ai vertici della sicurezza

Il punto più delicato dell’inchiesta riguarda ciò che accadde dopo la telefonata: secondo Haaretz, Netanyahu non condivise mai il contenuto della conversazione con i vertici della sicurezza israeliana. L’allora capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e l’allora capo di Stato maggiore dell’esercito, Herzi Halevi, hanno entrambi dichiarato al quotidiano di non essere mai stati informati di quella conversazione. Il 1° ottobre, durante una riunione sulla sicurezza dedicata proprio ad Hamas e Gaza, nella quale lo stesso Bar propose nuovamente un’azione preventiva contro i vertici del movimento islamista, Netanyahu non prese alcuna decisione e non fece menzione della telefonata con bin Zayed.

Se avessimo saputo degli avvertimenti, c’è la possibilità che avremmo dato molto più peso al messaggio iniziale che ci era arrivato da Sinwar“, ha dichiarato al giornale un alto funzionario dello Shin Bet. “Forse avremmo anche chiarito cosa si nascondeva dietro il suo improvviso ritiro dai colloqui di de-escalation di inizio settembre. È possibile che avremmo messo insieme i pezzi e saremmo arrivati a una conclusione completamente diversa da quella a cui siamo arrivati. L’inchiesta rivela inoltre che, nello stesso periodo, anche il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel aveva contattato separatamente Netanyahu con un avvertimento simile, parlando di “qualcosa di inusuale, un’operazione terrificante” – un contatto già emerso in precedenti ricostruzioni giornalistiche, ma che Netanyahu non menzionò nemmeno durante la riunione del 1° ottobre.

La replica di Netanyahu e la bufera politica

L’ufficio del primo ministro israeliano ha categoricamente respinto la ricostruzione, definendola “una bugia assoluta” e affermando che Netanyahu “non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da lui”. Una versione contraddetta però dall’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett, che ha confermato pubblicamente la veridicità della ricostruzione: “So per certo che il resoconto è vero”, ha dichiarato alla radio israeliana 103FM, aggiungendo che “Mohammed bin Zayed degli Emirati avvertì Netanyahu che Sinwar stava pianificando un’operazione”.

Bennett ha inoltre accusato l’attuale premier di essere rimasto “prigioniero” della cosiddetta “concezione” – la valutazione, rivelatasi drammaticamente errata, secondo cui Hamas fosse deterrente e non intenzionato ad attaccare – e di aver continuato nel frattempo a sostenere economicamente Gaza con fondi e permessi di lavoro pur di mantenere una calma apparente. Secondo l’ex premier, Netanyahu starebbe inoltre bloccando da tempo l’istituzione di una commissione d’inchiesta statale sul 7 ottobre proprio per timore di quanto potrebbe emergere. La pubblicazione dell’inchiesta ha scatenato un’ondata di reazioni durissime da parte dell’opposizione israeliana, con diversi esponenti che hanno definito Netanyahu “inadatto a restare in carica anche solo un altro minuto”.

Leggi anche questi articoli


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI