Napoli bloccata, la capitale del Sud si ribella: barriere al varco Bausan del porto e in Tangenziale
Ott 19, 2026 - Francesco Pipitone
Blocco al varco Bausan del Porto di Napoli
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti arriva nel cuore di Napoli. Nella mattinata di lunedì 19 ottobre alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan, uno degli ingressi del porto commerciale, provocando rallentamenti nell’area portuale e ripercussioni sulla circolazione cittadina e sull’A1. Code chilometriche sono segnalate anche sulla Tangenziale di Napoli.
Intanto si è sbloccata, dopo alcune ore, la situazione sulle autostrade: il nodo tra A1 e A30, chiuso nella notte per chi proveniva da Napoli, è stato riaperto. Ma la mobilitazione, iniziata venerdì, non è finita: il fermo dovrebbe concludersi alle 20 di martedì 20 ottobre.
Bloccato il varco Bausan del Porto di Napoli
Il varco Bausan si trova in via Reggia di Portici, nei pressi dell’ingresso dell’A1. Il blocco ha causato disagi alla viabilità dentro e fuori l’area portuale, con effetti sugli accessi al capoluogo. Sul posto è intervenuta la Polizia municipale. La protesta è pacifica: gli autotrasportatori hanno spiegato agli automobilisti incolonnati le ragioni della mobilitazione, tra gasolio alle stelle e costi di esercizio sempre meno sostenibili. Secondo le informazioni disponibili, al varco non si sono registrate tensioni.
Tangenziale e viabilità cittadina
Il blocco al porto si somma alla pressione sulle principali arterie di accesso alla città. Oltre all’area attorno all’A1, nella zona est di Napoli, le segnalazioni raccolte parlano di code anche sulla Tangenziale di Napoli. Al momento non sono disponibili dati ufficiali sull’estensione delle code, che variano di ora in ora. A chi deve spostarsi in città si consiglia di verificare la viabilità in tempo reale prima di mettersi in viaggio e di valutare, dove possibile, il trasporto pubblico o orari alternativi, soprattutto nelle fasce di punta e nelle direttrici che portano all’area portuale e alle autostrade.
Le ricadute su supermercati e filiera
La protesta pesa sull’approvvigionamento della grande distribuzione, soprattutto per le derrate alimentari: i trasportatori aderenti alla Federazione regionale della logistica sono fermi da venerdì e anche le regioni confinanti hanno aderito. Confesercenti Campania ha lanciato l’allarme, parlando del rischio di supermercati vuoti nel giro di 48 ore e chiedendo il taglio del 50% delle accise, con possibili ripercussioni anche sulle farmacie.
Intanto è attesa per martedì 20 ottobre la riunione con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, mentre a Roma, nei pressi della stazione Termini, è in programma una manifestazione. Per giovedì 22 ottobre è annunciato un presidio sotto la sede della Regione Campania.
Il quadro nel resto del Sud
La mobilitazione non si limita alla Campania. A Bari una trentina di tir sono scesi sul lungomare, mentre in Calabria un nuovo presidio, promosso da Fedralog contro il caro carburante, è stato attivato sulla statale 18 a Fuscaldo, nel Cosentino, con la tecnica già vista in altre località: rallentare la circolazione per alcuni minuti per poi far passare i veicoli in entrambe le direzioni.
Sul fronte dello Stretto di Messina, il Comitato trasportatori siciliani ha precisato di non effettuare blocchi né presidi sulle arterie di collegamento, e il transito via terra dell’ortofrutta resta libero. Lo scenario, in ogni caso, resta fluido: gli esiti dell’incontro di martedì con il governo diranno se la protesta rientrerà o proseguirà.
