Covid, Gimbe: “Se riapriamo per salvare il Natale pagheremo un prezzo altissimo in termini di vite umane”

Stando all’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe sussiste una certa stabilizzazione nel trend dei nuovi contagi. Ciò, tuttavia, secondo il presidente Nino Cartabellotta, non deve spingere ad una totale riapertura durante le feste natalizie.

Egli commenta: “Il contagio è come un’automobile. Dopo aver accelerato la corsa per settimane (incremento % casi) ora viaggia a velocità molto elevata ma costante (nuovi casi settimanali) nonostante abbia ridotto l’accelerazione.”

Dunque, per fortuna, la velocità con cui aumentano i positivi ha subito un arresto pur essendo il trend di nuovi casi ancora in crescita. Anche il ministro Roberto Speranza aveva parlato di una certa stabilizzazione del trend da validare nelle prossime settimane.

Nell’ultima settimana, 11-17 novembre, come evidenziato dal monitoraggio della Fondazione Gimbe si sono raggiunti i 242.609 nuovi contagi contro i 235.634% della scorsa settimana. Ma l’incremento in percentuale dei casi in quest’ultima settimana è calato al 24,4% contro il 31% di quella precedente.

Gimbe: “Salvare il Natale rischia di avere un prezzo altissimo”

Tuttavia, stando alle parole del Presidente Cartabellotta: “Tenendo conto dell’attuale livello di sovraccarico di ospedali e terapie intensive, oltre al progressivo aumento di decessi, ipotizzare un allentamento delle misure con l’obiettivo di salvare il Natale rischia di avere un prezzo altissimo. In termini di salute e di vite umane.”

Del resto, il Governo è al lavoro proprio per delineare le misure contenute nel prossimo Dpcm. Sembrerebbe che dopo il 3 dicembre, data di scadenza dell’attuale provvedimento, entrerebbero in vigore norme meno stringenti. Anche Agostino Miozzo, del Comitato Tecnico Scientifico, ha dichiarato che negozi, bar e ristoranti potrebbero riaprire tornando ad un regime di ‘semi-normalità’.

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