Agerola e la piccola Alemannia napoletana

 

 

 

fiordifesta - agerola

Itinerario funambolico tra naturali cattedrali rocciose, scoperte ancestrali su sentieri a strapiombo sul mare, progetti artistici e ambizioni culturali argonautiche tra cieli stellati e profonde cavità speleologiche, viaggi quadridimensionali nel patrimonio del gusto e dell’enogastronomia dell’Alta costiera amalfitana, Agerola rinnova il suo contributo per l’estate 2014, così ricca di eventi campani, con le celebrazioni di una delle più conosciute e apprezzate realtà produttive del napoletano: il Fior di Latte.

Con l’Agerola “Fior di Latte Fior di Festa”, dal 2 al 4 agosto, la frazione “lattara” di Pianillo (Agerola) in provincia di Napoli, promuove una delle produzioni dell’agroalimentare italiano più diffuse nel Paese e nel Mondo.

Pochi sanno che sulla pizza Margherita c’è il fior di latte agerolese e non la mozzarella, il meno grasso distillato di latte vaccino e non il succulento cagliato di bufala; come pochi sanno che per soddisfare la crescente domanda del formaggio fresco, e le esigenze di una produzione casearia ormai di caratura industriale, si è dovuto rinunciare a un made in italy a tutto tondo e abbracciare un formaggio non più italiano ma più europeo, italo-tedesco.

Per conoscere questo e altro dei Monti Lattari nella loro complessità culturale, identitaria, economica e turistica, non possiamo non cimentarci in questo evento.

La Sagra del Fior di Latte è stata organizzata dall’Associazione Sant’Antonio Abate per provare nuovamente ad ammaestrare le genti d’Italia e d’Europa a corrispondere a una delle sue identità produttive più stratificate e influenti, e per promuovere un’idea d’Europa unita nel segno della produzione come in quello dei mercati.

Uno dei migliori formaggi freschi italiani a pasta filata è infatti un prodotto internazionale, europeo, lavorato in Italia, da esperte e specializzate maestranze campane, ma con una materia prima d’eccezione, ovvero con le migliori mucche, i più nutrienti pascoli, e il più genuino latte tedesco. 

Grazie a un general intellect caseario europeo, condito dell’iniziativa artigianale locale dell’alta pasticceria e distilleria, per tutte i palati esigenti sarà festa grande nell’Alemannia napoletana.

Le Cantine del Furore di Marisa Cuomo e i distillati de “L’Alambicco” bagneranno gli eventi di musica itinerante del Gran Complesso Bandistico “Città di Martina Franca” e il concerto del cantautore Nino d’Angelo, il quale, in totale gratuità, renderà ancora più armonico e musicale il roseo consesso, a partire dalle 22,30 di lunedì in Piazzale San Pietro Apostolo.

Al termine della manifestazione rimarrà da chiedersi dove è andata a finire la vecchia “Svizzera napoletana”? Dovremmo modificare la felice espressione con la più aggiornata di “Alemannia napoletana”?Avrebbe da ridire qualcosa in proposito lo storico agerolese Aniello Apuzzo, inventore dell’omonima espressione? Una delle realtà produttive più forti della nostra economia può dirsi italiana, pur utilizzando materia prima straniera? Questo è il tipo di europeismo che vogliamo?

Ci sarà senza dubbio la necessità di chiederselo prima o poi, anche a gola umida e pancia piena, a meno che i consumatori non siano già informati e d’accordo?

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