Salvatore, ucciso per sbaglio dalla Camorra: la famiglia non avrà risarcimenti

Salvatore Barbato è l’ennesima vittima innocente della Camorra. Una lunga e triste lista, della quale fanno parte Pasquale Romano, uscito una sera per raggiungere la fidanzata e mai più rientrato a casa: ha pagato con la vita un banalissimo scambio di persona, perché assomigliava ad un pusher, reale obiettivo dei sicari. Il suo corpo è stato crivellato da 14 colpi di pistola.

Per non parlare di una vittima bianca, una storia che dopo tanti anni fa ancora rabbia, quella di Annalisa Durante, usata come scudo da chi era il vero obiettivo degli assassini. Morta a soli 14 anniGennaro Cesarano, assassinato per errore durante uno scontro tra gruppi malavitosi, per un regolamento di conti. Aveva 17 anni.

La lista tuttavia è davvero troppo lunga per poterli citarli tutti. Basti pensare che dagli anni ’70 la Camorra ha ucciso più di 300 persone.

LA STORIA DI SALVATORE:Voglio la giustizia di mio figlio, perché era innocente“, così esordisce la mamma di Salvatore ai microfoni di Le Iene, con il volto solcato dalle lacrime e il suo dolore che dopo ben 8 anni dalla morte del figlio ancora non è riuscito a placarsi.

Salvatore, secondo quanto dichiarato dalla famiglia, era davvero un bravo ragazzo e un grande lavoratore. Dalla morte del padre, per aiutare la famiglia, cominciò a lavorare in una salumeria ad Ercolano e la sua più grande passione era la musica, dilettandosi a comporre canzoni neo-melodiche.

Il 13 Novembre 2009 dei sicari raggiunsero l’auto di Salvatore e lo stroncarono con 11 colpi di arma da fuoco. Solo dopo diversi anni, la Procura arresta quelli che vengono ritenuti i colpevoli dell’agguato. L’unica colpa di Salvatore è stata quella di essere alla guida di una macchina simile a quella del vero obiettivo.

OLTRE IL DANNO, LA BEFFA: Nonostante ci sia una legge che tuteli le famiglie vittime di questi spietati killer, la famiglia non può ricevere i benefici previsti, poiché è necessario che i parenti della vittima non abbiano precedenti penali. Purtroppo nella famiglia di Salvatore ci sono persone che hanno la fedina penale sporca, per questo motivo la madre di Salvatore non potrà ricevere nessun aiuto economico.

La morale della favola resta sempre la stessa: non è giusto che un povero ragazzo innocente, oltre ad aver pagato con la vita una svista, paghi anche per gli errori dei familiari in cui non c’entra nulla. Dare un risarcimento alla famiglia è, infatti, un modo per rendere onore alla sua memoria.

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