Noemi. Spuntano delle “incongruenze”: la difesa dei Del Re potrebbe smontare tutto

armando del re noemi

I presunti esecutori dei due tentati omicidi a Piazza Nazionale, di cui è stata vittima anche la piccola Noemi, sono stati fermati nei giorni scorsi e attualmente si trovano in carcere. I due fratelli, Armando ed Antonio Del Re, continuano a difendersi e a ribadire la loro innocenza.

Gli inquirenti hanno cercato di ricostruire tutto quello che i due sospettati hanno fatto nelle ore seguenti all’agguato fino alla cattura. E ci sono diverse incongruenze, sulle quale i difensori dei Del Re potrebbero costruire la loro strategia difensiva.

In particolare i due fratelli dopo aver tentato la vita di tre persone, avrebbero trovato prima un rifugio a Marano per poi decidere non solo di “far scomparire” i cellulari criptati ma di procedere ognuno per la propria strada e non restare insieme.

Così il più piccolo Antonio ha trovato alloggio presso dei conoscenti nel Nolano mentre il più grande Armando avrebbe fatto visita al padre, nel carcere di San Gimignano, con la madre e la sorella. Anche il padre conosciuto negli ambienti delinquenziali, essendo stato uno dei “capi” nella gestione dello spaccio di stupefacenti del clan di Di Lauro. Due “abitudini”, quella di far visita ai parenti e quella di far visita ad un padre in carcere, che potrebbe non destare sospetti o secondi fini. Almeno nelle intenzioni dei due fratelli.

Inoltre, i dettagli più preoccupanti, come riporta Cronache Campania, riguardano il vestiario di uno dei due fratelli e una testimone importante non identificata. Infatti Armando De Re, nel giorno dell’agguato, appare vestito in maniera sempre diversa, una volta in grigio, una volta in bianco e l’ultima volta in nero. Ma cosa ancora più grave è che la testimone che avrebbe da subito riferito il numero di targa della moto sulla quale viaggiavano i due fratelli, non sarebbe stata identificata subito e resta attualmente “una sconosciuta”.

Difesa che però, al momento, non è riuscita a convincere il GIP della Procura di Siena, che ha disposto la convalida del fermo per Armando Del Re, il quale resta in carcere.

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