Sospeso il concorsone della Regione Campania: violato il principio dell’anonimato

Concorso della Regione CampaniaNapoli– Il concorso della Regione Campania è stato sospeso fino al 6 ottobre perché è stato violato il principio di anonimato delle prove. La Regione però ha fatto sapere che promuoverà un’istanza per far decadere quest’accusa e proseguire quindi il proprio operato.

Oltre al danno la beffa. Non solo ritardi nelle correzioni, le persone che hanno preso parte al concorsone della Regione ora devono subire anche questo nuovo ostacolo.

A denunciare il principio dell’anonimato sono stati alcuni candidati esclusi. Questi hanno quindi contestato le modalità operative del Formez e della Commissione Ripam.

Gli esclusi hanno contestato un principio fondamentale del concorso, ovvero quello della segretezza fino a correzione ultimata, di chi ha preso parte alla prova scritta. Le buste che contenevano le loro prove infatti non sono state chiuse in busta sigillata così come era previsto.

Inoltre al loro esterno, suddette buste presentavano anche alcune generalità dell’autore della prova. Anche questo non doveva essere concesso. Già, perché in questo modo si potrebbero manipolare tutte le prove.

Ad alimentare i dubbi sul corretto sviluppo della faccenda, sono i 3 mesi di ritardo nelle correzioni, nonostante l’utilizzo di sistemi ottici velocissimi.

La Regione Campania però non ha accettato di buon grado la decisione del TAR di sospendere fino al 6 ottobre il concorso, data in cui si terrà l’udienza pubblica per il processo. La Regione ha quindi richiesto l’immediata sospensione dell’ordinanza del TAR.

In queste parole postate su facebook dal profilo della Regione, si evincono le loro motivazioni: “L’amministrazione regionale confida su una decisione positiva da parte del Consiglio di Stato. Essendo la procedura e le modalità di selezione del Concorso identiche a quelle attuate dal Formez per altri maxi-concorsi pubblici.”

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