Molestie all’Accademia di Belle Arti, una prof rivela: “Ci ha provato anche con me”

Accademia delle Belle Arti napoli molestie
Accademia delle Belle Arti

Ricordiamo il caso delle molestie sessuali all’Accademia di Belle Arti di Napoli, in cui un docente sarebbe indagato per molestie nei confronti di numerose studentesse, a cui avrebbe promesso esami dall’esito positivo in cambio di favori sessuali. A colloquio con il direttore dell’istituto, Giuseppe Gaeta, sono arrivati i Carabinieri. Tante le registrazioni sentite, tante le denunce fatte.

Ha rivolto proposte insistenti anche a me e fui costretta al segnalarlo al direttore”, queste le parole di una docente dell’Accademia al Corriere del Mezzogiorno, proposte indecenti quindi anche alle insegnanti non solo alle alunne.

Studentesse che dichiarano di avere visto entrare e uscire dall’aula di un professore ragazze di bella presenza, tanti i dubbi e tante le perplessità. Alunne che dicono di essere state minacciate se non avessero accettato le avances, voti bassi se non si fossero prestate a quello che il prof chiedeva.

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Sulla pagina Facebook “Non una di meno” appare uno striscione con una frase dal fortissimo impatto: “Cacciamo i molestatori dall’accademia costruiamo sorellanza”. “Sappiamo che in questo momento ci sono delle indagini in corso, sappiamo che l’attenzione mediatica è alta, ed è troppo concentrata a ridurre la vicenda ad una relazione tra due persone. Il nostro interesse non è quello di costruire scoop per giornalisti né di sostituirci a un tribunale, sicuramente non è quello di dirigere le indagini né di finire per essere noi quelle seguite e indagate. Abbiamo deciso invece di stare vicino alle studentesse, alle lavoratrici e alle donne che in questi giorni e in questi mesi hanno scelto noi come punto di riferimento e cassa di risonanza per non sentirsi sole”. 

Questo il loro grido. Non è solo il grido dell’istituto ma racchiude in sé anche quello di tantissime giovani donne costrette ogni giorno in tante parti del mondo a subire maltrattamenti di ogni tipo.

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Il professore protagonista di questa vicenda si fa ancora negare ai richiami della Procura, sta rispondendo per lui il suo avvocato. Non si fa vedere neanche tra i corridoi dell’istituto in quanto pochi giorni fa ha presentato un certificato medico per potersi mettere in malattia.

Proseguiamo nella collaborazione con gli inquirenti per fare piena luce sul caso che ha suscitato sconcerto tra gli allievi e nel corpo docente dell’Accademia”, dichiarano il presidente dell’accademia Giulio Baffi e il direttore Giuseppe Gaeta.

Entro il mese di marzo l’Accademia fa sapere che è protesa all’apertura di uno sportello con alcuni specialisti del campo.

Una cosa molto importante è quella di non generalizzare, fare di tutta l’erba un fascio in questi casi è la via più comoda, non tutti gli insegnanti si macchiano di simili comportamenti.

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