Il padre di Ugo Russo: “Il carabiniere ha sparato mentre scappava, voleva ucciderlo”

ugo russoNapoli – Indagato per eccesso di legittima difesa il carabiniere che ha ucciso Ugo Russo, il 15enne che avrebbe tentato di rapinarlo nella notte tra il 29 febbraio e il primo marzo a Santa Lucia. Si tratta di un atto dovuto, fanno sapere dalla Procura, eppure le indagini sono in corso proprio per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.

Il militare afferma di essere stato minacciato con una pistola puntata alla tempia, arma che successivamente si è scoperto essere falsa, ma uguale ad una vera e senza tappo rosso. A quel punto la sparatoria: il carabiniere avrebbe fatto esplodere tre colpi, uno al torace, un altro alla testa e un terzo andato a vuoto.

Vincenzo Russo, il padre del ragazzo, in un’intervista rilasciata a Fanpage afferma che un primo colpo avrebbe colpito suo figlio al petto facendolo cadere a terra. A quel punto Ugo avrebbe cercato di scappare, venendo raggiunto da un proiettile dietro alla testa che gli è stato fatale: “Se mio figlio ti stava ancora vicino e ti voleva uccidere, allora tu ti stai difendendo. Uccidilo, morte tua vita mia si dice a Napoli. Però se mio figlio stava scappando, fallo scappare. Se non vuoi farlo scappare sparagli in una gamba, non alla testa. Così non sei un carabiniere, sei un criminale. L’hai voluto uccidere mio figlio, stop”.

Se saranno gli esami del caso a chiarire quanto accaduto, in special modo l’autopsia che stabilirà da quale direzione siano arrivati i colpi, più complicato sarà verificare verso chi era diretto il terzo proiettile. Il complice di Ugo, un compagno di 17 anni, alla vista del corpo a terra sarebbe scappato via senza riuscire a vedere dove il carabiniere avesse puntato la pistola, se ancora verso Ugo o verso di lui. I video delle telecamere di sorveglianza probabilmente saranno d’aiuto per chiarire un punto che potrebbe essere determinante nello stabilire la volontà dell’uomo di uccidere o meno.

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