Napoli, il coronavirus non ferma la movida: “Faccio la mia vita come se nulla fosse”

coronavirus movida napoliIl coronavirus non ha fermato la movida, a Napoli così come in tante altre città della Campania, nonostante l’ordinanza firmata da Vincenzo De Luca che vieta gli assembramenti e stabilisce la chiusura dei locali che non riescono a far rispettare la distanza di almeno un metro tra le persone.

Nel fine settimana le telecamere di La7 hanno filmato ciò che è avvenuto a Chiaia, nella zona dei baretti. Il servizio, andato in onda nella trasmissione L’Aria Che Tira, raccoglie le dichiarazioni di alcuni ragazzi: “Le uscite non le sto diminuendo. Continuo a fare la mia vita come se nulla fosse”, afferma una ragazza seduta a un tavolino con altre persone, tutti a distanza molto ravvicinata. “Finché si può si esce”, le eco un’altra ragazza.

Affermazioni tutte sullo stesso tono: “Stiamo aspettando tre ore un tavolo qui, vorremmo bere! Perché non sappiamo dove andare a ballare”; oppure: “Pure se il mondo va così non è che può finire la vita”. Ed ancora: “Lo può dire il governo, lo puoi chiunque, ma io non mi rinchiudo a 25 anni”; “Il limite non c’è, perché se deve accadere, accade e basta”. C’è chi pensa che la giovane età sia quasi una sorta di immunità da coronavirus: “Noi ragazzi siamo soggetti a essere contagiati, quindi usciamo e ci divertiamo”, ma anche chi si preoccupa della situazione economica: “Aiutiamo l’economia, almeno la facciamo continuare a girare”.

Tra i gestori c’è chi caccia via i giornalisti, probabilmente perché si rende conto di rischiare una multa molto salata, ma anche si rende conto della situazione e dà una spiegazione a quanto accade: “Non come prima però ci sta la gente, comunque l’alcol vince sempre”, afferma un barman ridendo. Ad ogni modo è bene sottolineare che si è trattato soltanto di una parte dei locali, mentre molti altri hanno deciso di chiudere non solo a Chiaia ma anche al centro storico, a via Aniello Falcone e altre zone.

Si tratta di comportamenti estremamente incoscienti ed irresponsabili, soprattutto da parte dei gestori dei locali, i veri e propri destinatari dell’ordinanza della Regione Campania. I ragazzi, invece, dimostrano spesso menefreghismo, egoismo ed ignoranza: non solo non è vero che sono meno soggetti al contagio, ma diventano essi stesso veicolo di infezione nei confronti di soggetti più deboli che potrebbero riportare gravi conseguenze, tra cui la morte, come anziani e persone con gravi patologie.

Senza contare poi l’impatto sulla macchina sanitaria legato specialmente alla carenza di posti in terapia intensiva, tale che in caso di vera e propria emergenza i medici potrebbero trovarsi a decidere se dare un posto a un affetto da coronavirus o a qualcuno che ha riportato un grave incidente stradale. Tendenzialmente verrebbe favorito chi ha più probabilità di sopravvivere, condannando alla morte quasi certa l’altro.

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