Coronavirus, una molecola può sconfiggerlo: coinvolto anche il Cotugno

Coronavirus. Tante sono le ipotesi avanzate sui farmaci nelle ultime settimane per debellare il virus. L’ultima, come riporta La Repubblica, arriva dalla dottoressa Annalisa Capuano, farmacologa clinica della Vanvitelli. Si tratta di una molecola, il gabesato mesilato, tuttora in commercio per la cura della pancreatite acuta.

Insieme al collega Giorgio Recagni, ordinario a Milano e presidente della Società italiana di Farmacologia, hanno sperimentato l’efficacia di questa molecola e sono giunti alla conclusione che agisce su tre fronti, fondamenta del Covid-19.

Queste le parole della dottoressa: “La prima fase è caratterizzata dalla viremia, quando il virus inizia a replicarsi e che, però, può decorrere in maniera favorevole. La seconda arriva se l’organismo non ce la fa a contrastare la replicazione virale, perché prima coinvolge i polmoni (con una polmonite bilaterale interstiziale), poi, l’infiammazione diventa più importante e si scatena la tempesta citochinica (processo infiammatorio innescato dal sistema immunitario)”. 

Prosegue: “La terza fase arriva quando la marcata infiammazione cui accennavo, inizia a causare alterazioni vascolari severe che, a loro volta, determinano fenomeni trombotici non solo a livello dei polmoni, occludendone gran parte dei piccoli vasi, ma anche coinvolgendo tutto il sistema microvascolare. A questo punto si instaura una condizione estremamente grave, la coagulazione intravasale disseminata”.

Dato che la somministrazione dell’eparina, usata in precedenza, provocava emorragie, allora si è pensato di sperimentare il gabesato che invece : “Non presenta questo rischio”.

Ma come agisce? “Appartiene alla categoria dei cosiddetti “inibitori delle proteasi feriniche”: sono enzimi presenti soprattutto sulla superficie delle cellule polmonari . Questa particolare molecola è in grado di contrastare la replicazione”.

Sarà coinvolto anche l’ospedale Cotugno. La dottoressa spiega che sono in attesa dell’autorizzazione dell’Aifa, che dovrebbe arrivare entro una settimana, dopo la quale si partirà con 80 pazienti.

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