Recovery Fund, l’UE vincola l’Italia: deve aiutare il Sud, basta dirottare soldi al Nord


L’Unione Europea mette i vincoli all’Italia. Saranno ben 209 i miliardi del Recovery Fund destinati al paese, di cui una parte consistente deve essere utilizzata per lo sviluppo delle aree più arretrate, leggasi il Sud. Nelle Conclusioni del Consiglio Europeo si legge infatti che “Obiettivo di questa rubrica è contribuire al valore aggiunto dell’UE promuovendo la convergenza, sostenendo gli investimenti, la creazione di posti di lavoro e la crescita, contribuendo a ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali all’interno degli Stati membri e in tutta Europa”.

Inoltre “L’obiettivo principale della politica di coesione è sviluppare e proseguire l’azione intesa a realizzare il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale, contribuendo a ridurre le disparità tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e l’arretratezza delle regioni meno favorite”.

L’Italia dunque, almeno in teoria, sarebbe chiamata per lo meno a rispettare la clausola del 34%, il che darebbe al Mezzogiorno la disponibilità di 71 miliardi di Euro. A voler essere logici, tuttavia, se davvero si volesse ridurre il divario tra Nord e Sud, a quest’ultimo dovrebbero essere destinate ancora più risorse per cercare di colmare quanto non è stato fatto negli anni precedenti, o quanto è stato fatto proprio ai danni del Meridione, ad esempio dirottare al Centro-Nord 840 miliardi di euro dal 2000 al 2017. Si tratterebbe di una piccola restituzione, insomma.

Quello che preoccupa è che la suddivisione dei fondi spetta al Governo italiano, quindi proprio il soggetto, insieme al Parlamento italiano, autore della disparità di trattamento tra le aree del Paese e che nel corso dei decenni non ha saputo – o meglio, voluto – fare in modo che i cittadini del Sud fossero subalterni rispetto ai settentrionali.


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