Galleria Principe nel degrado: rifiuti e avanzi di cibo gettati dappertutto


La Galleria Principe di Napoli è gettata nel degrado tra rifiuti, resti di cibo e cartoni. Questo è solo un esempio dei tanti luoghi di Napoli abbandonati a loro stessi che attendono di essere valorizzati nuovamente.

Nando Cirella dell’Associazione Espresso Napoletano denuncia la situazione dei portici della Galleria Principe di Napoli, i quali versano in uno stato di degrado inaccettabile.

“Avanzi di cibo, coperte, indumenti  e cartoni utilizzati dai clochard restano a terra per giorni offrendo a turisti e cittadini un’immagine degradante della città. Un mix di spreco e incuria che offende tutti noi, di fronte al quale l’amministrazione comunale fa finta di non vedere e non sentire.

“Quotidianamente il personale di Napoli Servizi e dell’Asia rimuove quintali di questi rifiuti, ma è come svuotare il mare con un secchiello. Buona parte della responsabilità e dell’assoluta anarchia con la quale viene gestita l’assistenza ai clochard che si trovano improvvisamente subissati di roba che non serve e che non utilizzano, a partire dai generi alimentari.

“Così non si può andare avanti. Non possiamo essere noi a pagare tanta approssimazione”. 

Da tempo Nando Cirella insieme a commercianti e abitanti del luogo si batte per la rivalutazione di quest’ultimo.

Il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli dichiara: “Occorre che il comune avvii subito un tavolo con le associazioni di volontariato che si impegnano a dare sostegno ai senza fissa dimora.

“Non è tollerabile vedere tutti gli sprechi di cibo e di risorse di ogni genere documentati con testimonianze fotografiche inequivocabili.”

“L’assistenza a chi è in difficoltà è una cosa seria, non può essere lasciata all’auto-organizzazione dei singoli. Si rischia di ottenere l’effetto contrario, come sta accadendo alla Galleria Principe di Napoli, alla Galleria Umberto, all’esterno del Teatro San Carlo.

“Situazioni che in una città che punta sulla solidarietà, sull’accoglienza e sul turismo non devono verificarsi.”

 


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