Il Procuratore Generale di Napoli: “L’unica città al mondo dove si diventa boss a 18 anni”

Procuratore Generale di Napoli: "L'unica città al mondo dove si diventa boss a 18 anni"
Emanuele Sibillo, diventato boss della “paranza dei bimbi” a 18 anni e ucciso a 20

Pone l’attenzione soprattutto sui giovani il Procuratore Generale di Napoli, Luigi Riello, che ieri è intervenuto in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’anno giudiziario 2022 con il presidente della Corte di Appello, Giuseppe de Carolis di Prossedi. Le parole del Procuratore Riello sono state riportate da Cronache della Campania.

“Solo a Napoli si diventa boss a 18 anni”

“Napoli – denuncia Riello – è l’unica città d’Europa, forse del mondo, in cui si può diventare un boss a 18 anni, in cui si possono compiere delitti efferati tra 15 e 18 anni e dove a 14 anni puoi essere un pusher. A tredici anni, in alcune realtà degradate del capoluogo e della sua popolosa provincia, si seguono modelli di vita ispirati al boss del quartiere”.

Luigi Riello al tempo stesso bacchetta Governo e Parlamento, sottolineando l’importanza di prevedere altro rispetto alle manette. Serve una vera e propria bonifica sociale per scippare questi ragazzi alla mala vita, spesso il solo ambiente che conoscono perché vi sono nati e cresciuti, nell’indifferenza più totale dello Stato: “Ognuno faccia la sua parte, non bastano manette e processi. Servono lavoro e alternative per i giovani delle periferie degradate”. Egli poi cita, indirettamente, Cesare Beccaria parlando di carcere per i minorenni: “Un master in criminalità. Serve una rieducazione alla quale deve concorrere la magistratura ma anche la politica, proponendo alternative efficaci. Ma dobbiamo anche reprimere e condannare. Si perdona troppo e il minorenne che ha commesso il primo o secondo furto spesso viene restituito alla famiglia che magari lo ha mandato a fare il furto o a spacciare. Il minorenne che fa un furto o uno scippo per strada va portato a scuola”.

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