Lago, padrone lo lancia dal balcone e lo riduce in fin di vita: ora ha una nuova famiglia

Una storia fortunatamente a lieto fine che dimostra quanto la crudeltà umana non abbia limiti. Questo è Lago, ridotto in fin di vita dal suo padrone dopo percosse e dopo averlo lanciato dal balcone di casa.

La rinascita di Lago

La sera del 10 maggio 2021 viene contattato il numero verde regionale per il soccorso di animali senza padrone. Un cane è stato lanciato da un balcone di un secondo piano, riportando gravi ferite.

Il personale dell’Ospedale Veterinario dell’ASL Napoli 1 Centro – racconta la Regione Campania in un post – si trova davanti a un cucciolo di Lagotto romagnolo di 8 mesi con gli arti fratturati e una grave difficoltà respiratoria. Il piccolo viene sottoposto a intervento chirurgico, dopo 6 ore dall’operazione il cucciolo mostra interesse per il cibo e può ritornare alla sua vita.
Oggi Lago vive in una nuova famiglia che l’ha adottato, è un cane di poco più di un anno che gioca felice con gli esseri umani e gli altri cani. Sembra aver dimenticato quelle terribili ore del 10 maggio 2021 quando la persona che avrebbe dovuto prendersi cura di lui, l’ha lanciato da un balcone.
Buona vita caro “Lago”!
Vi ricordiamo che è attivo il numero verde regionale per il pronto soccorso veterinario. Chiamando il 800178400 è possibile segnalare la presenza di cani e gatti senza padrone feriti. Il servizio è istituito presso la sede operativa del Criuv, l’Ospedale Veterinario della Asl Napoli 1 Centro già attivo 24 ore su 24.

Il padrone bloccato e arrestato

Un 30enne algerino residente a Napoli, in via Serino Corte, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, fu denunciato per maltrattamento di animali per aver prima picchiato e poi scaraventato il suo cane dal balcone di casa.

Ad invocare l’intervento tempestivo degli agenti furono alcuni cittadini che, vista la scena, hanno iniziato ad inveire contro l’aggressore. La sua furia non si è placata nemmeno con l’arrivo delle forze dell’ordine: il padrone avrebbe tentato di inveire anche contro di loro, per poi essere bloccato.

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