Vincenza, parla il compagno Andrea: “Nove mesi senza un problema, voglio la verità per mio figlio”

Vincenza Donzelli
Vincenza Donzelli

Vincenza Donzelli è morta a 43 anni dopo aver dato alla luce il suo primo figlio. Una tragedia che ha scosso tutti. La donna era operatrice culturale e anima della Galleria Borbonica di Napoli.

Vincenza Donzelli, parla il compagno Andrea

Il compagno Andrea Cannavale ha rilasciato un’intervista alla giornalista Maria Chiara Aulisio de ilmattino.it: il bambino “sta bene, è in ospedale e dopo gli ultimi accertamenti potrà tornare a casa. Lo stiamo aspettando“. “Mi spiegavano che in seguito a un parto difficile il protocollo sanitario impone che il neonato venga tenuto in osservazione per un po’“, ha continuato.

In poche ore – dice – sono stato travolto da una valanga di amore inarrestabile. Neanche quando è morto mio padre le testimonianze di affetto, e di accorata partecipazione, sono state tali e tante“.

Un tam tam impressionante. Ho ricevuto, credo, un migliaio di messaggi, oltre cinquecento non sono riuscito ancora a leggerli. Parole di cordoglio e solidarietà da persone che neanche conosco, telefonate, visite, vecchi amici ritrovati dopo anni, baby sitter e medici pediatri che si offrono di occuparsi del piccolo. Una giovane mamma di Benevento voleva perfino regalarmi del latte. Straordinaria“, ha raccontato.

Voglio – continua – creare un’associazione culturale nel nome di Vincenza, devo, anzi dobbiamo, portare avanti il lavoro straordinario che aveva messo in campo per valorizzare Napoli, la sua arte, i monumenti: era innamorata di questa città e voleva farla conoscere nel mondo“.

La gravidanza era tranquilla, Vincenza stava bene

Una gravidanza tranquilla, Vincenza Donzelli stava bene: “Nove mesi senza un solo problema. Stava talmente bene che non ha mai smesso di lavorare. È stata in Galleria fino all’ultimo. La sua vita, la nostra vita, era quella di sempre“.


C’è un’indagine in corso. Saranno gli inquirenti a stabilire che cosa è successo quella notte: lo ritengo un atto dovuto nei confronti di nostro figlio, quando un giorno mi chiederà come, e perché, è morta la madre dovrò necessariamente dargli una risposta. Per quanto riguarda me, invece, so che nulla potrà restituirmi Vincenza, tutto il resto vale poco“, dice.

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