Enzo Cuomo, il nome che blocca la formazione della Giunta Fico. Portici, spettro commissario

Roberto Fico ed Enzo Cuomo


La giunta regionale che non c’è ancora, a distanza di settimane, continua a ruotare attorno a un solo nome. Non per un programma, non per un equilibrio politico complessivo, ma per una figura che, piaccia o no, porta con sé una storia che pesa. L’attuale sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo.

A quasi un mese dalle elezioni la Campania non ha la giunta

Secondo quanto ricostruito da Fanpage, il nodo che rallenta la piena formazione della giunta campana sarebbe proprio la sua possibile nomina ad assessore regionale, incastrata tra questioni di statuto, ruoli di staff e assetti interni. Un “detonatore”, come lo definisce lo stesso impianto giornalistico, che però apre una domanda più ampia, che va ben oltre i tecnicismi: a che prezzo politico e territoriale si sta tenendo bloccata una Regione? I cittadini hanno bisogno di risposte.

Il precedente: quando Cuomo si dimise da sindaco per fare il senatore

La questione non è personale. È politica. E soprattutto è storica.

Nel 2012 Vincenzo Cuomo lasciò la guida di Portici per uno scranno a Palazzo Madama. Una scelta legittima, per carità, ma che ebbe una conseguenza chiara: la città fu commissariata, privata di una guida politica nel pieno del suo mandato. Nel 2017, dopo l’esperienza parlamentare e un passaggio (quello sulle dimissiomi tardive e il vitalizio) che ancora oggi alimenta dubbi e discussioni – e che è stato oggetto di esposti e polemiche pubbliche – Cuomo tornò a fare il sindaco. Nel 2022 quelle stesse perplessità non si erano mai del tutto dissolte.

Oggi, nel 2025, il copione sembra riaprirsi. La giunta regionale tarda a nascere e, nel frattempo, Portici vive una fase delicatissima, con cantieri aperti, opere incompiute, nodi amministrativi irrisolti e una prospettiva che inquieta più di una forza politica: il rischio concreto di un nuovo commissariamento.

Portici resterà ancora senza sindaco?

Se Cuomo dovesse accettare un incarico regionale, la città si troverebbe senza sindaco, altro commissariamento ed altre elezioni con una città ferma e con il timore di un aumento delle tasse cittadine oltre al vuoto politico, affidato a un commissario prefettizio, in una fase in cui Portici avrebbe bisogno esattamente del contrario: presenza, visione, responsabilità.

Ed è qui che la domanda diventa inevitabile, e legittima: perché tutto sembra dipendere da una sola persona? Davvero in Campania non esistono alternative politiche, amministrative, di profilo e competenza, tali da evitare questo stallo? E soprattutto: qual è oggi la priorità di Vincenzo Cuomo Rassicurare i cittadini di Portici, dichiarando in modo netto di non avere alcuna intenzione di lasciare la città? Oppure confermare l’interesse per un ruolo regionale, assumendosi però fino in fondo la responsabilità politica delle conseguenze che questo comporterebbe sul territorio?

Un silenzio che è assordante

Non è un’accusa. È una richiesta di chiarezza. Il PD cosa dice? Il segretario regionale Piero De Luca? La politica, soprattutto nei territori già provati, non può permettersi ambiguità. Portici non può essere trattata come una pedina sacrificabile sull’altare degli assetti regionali interni al Partito Democratico e la Campania non può restare sospesa per settimane, come se tutto dipendesse da un’unica scelta individuale.

La palla, oggi, è nel campo del sindaco. O si governa una città fino in fondo, oppure si sceglie un altro percorso, dicendolo apertamente. Il resto – lo stallo, il silenzio, l’attesa – rischia solo di alimentare sfiducia, voci, e una sensazione già vista troppe volte: quella di una politica che guarda in alto, lasciando i territori a terra. E Portici, oggi, non può permetterselo.


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