Statua di San Gaetano, dono al santo che liberò Napoli dalla pestilenza

San Gaetano

Commissionata dai padri teatini della Basilica di San Paolo a Cosimo Fanzago e Andrea Falcone, il Monumento a San Gaetano è ancora oggi conservato nell’omonima piazza di Napoli, il cui nome deriva proprio dalla presenza nella Basilica di San Paolo Maggiore della tomba di San Gaetano .

Si tratta di una scultura commissionata come voto per la scampata pestilenza del 1656. Infatti il 7 agosto di quell’anno, proprio nel giorno dell’onomastico di San Gaetano, i rappresentati della città di Napoli si recarono scalzi e con un cordone al collo a implorare sulla tomba del Beato Gaetano la liberazione dalla pestilenza, facendo voto d’iscriverlo tra i santi Patroni della Città. A seguito di questo voto il morbo, che era nel massimo del suo incremento, improvvisamente cessò. Dunque, una delegazione di nobili implorò Papa Alessandro VII di avere tra i Santi protettori di Napoli il Beato Gaetano.

Il monumento, realizzato a partire dall’anno successivo e concluso nel 1664, non dovette impressionare troppo i teatini, i quali lo auspicavano decisamente più imponente e maggiormente sviluppato in altezza. Del primo progetto di Fanzago restano oggi solo i quattro angioletti marmorei posti sul basamento, realizzati da Andrea Falcone. Nel 1737, infatti, i teatini decisero di sostituire l’opera con un monumento più sontuoso. Tuttavia, l’idea di un’alta colonna antica sormontata dalla statua bronzea del santo, che sorreggeva lo scudo con l’Immacolata, non fu mai realizzata a causa dell’opposizione della famiglia Pisani, proprietaria di un palazzo vicino. Il timore di un cedimento della colonna, sostenuto anche dai pareri di noti architetti e matematici, indussero i Teatini a ridimensionarsi, offrendo a San Gaetano il più modesto monumento tuttora visibile nella piazzetta.

La statua-obelisco poggia su un basamento marmoreo del XVII secolo, coronato ai vertici da quattro angeli in marmo, che accoglie sui lati alcune iscrizioni dettate da Alessio Simmaco Mazzocchi volte a ricordare la storia del monumento. Al centro del piedistallo c’è una base di colonna sormontata dalla statua in lega metallica del Santo, che mostra le braccia spalancate verso i fedeli.

In merito alla scultura bronzea esiste un dubbio di attribuzione in quanto, da un lato sembrerebbe poter essere riferita a un artista della famiglia De Angelis, mentre dall’altro risulta verosimile che sia stata realizzata a Roma intorno al 1747 da un artista romano.

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