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Esoterismo e mistero, nel centro storico di Napoli ci sono due triangoli magici

Simbolo esoterico tra i più famosi, il triangolo e i suoi misteriosi poteri occulti, sembrano contraddistinguere il centro storico di Napoli, fortemente caratterizzato da chiarissimi rimandi alla civiltà egizia. Sei, infatti, sarebbero gli edifici ubicati nel cuore della città, che formerebbero ben due triangoli magici e che al loro interno custodirebbero simboli massonici legati agli antichi egizi.

Quest’ultimi, infatti, sarebbero giunti nel capoluogo campano intorno al I secolo a. C. per motivi commerciali, costituendo quella che oggi è, non a caso, denominata Piazzetta Nilo. Ed è proprio qui che si troverebbero i due misteriosi triangoli magici. Il primo (tracciato col colore rosso sulla mappa) avrebbe come vertici la chiesa di San Domenico Maggiore, la statua del dio Nilo e Cappella San Severo; l’altro (tracciato col colore verde) unirebbe la chiesa del Gesù Nuovo, la chiesa di San Lorenzo Maggiore e la chiesa di Santa Maria Maggiore. Tra l’altro, come si può ben vedere, le due figure geometriche si intersecano, con il secondo a contenere buona parte del primo.

Ma perché il triangolo porterebbe con sé significati ultraterreni? E quali sono, in particolare, i simboli esoterici nascosti negli edifici che formano il doppio triangolo magico nel cuore di Napoli? Innanzitutto, va detto che se per la cultura cristiana il tre è il numero perfetto; più in generale esso esprime sia l’idea della divinità (riscontrabile nel simbologia della trinità), sia l’idea dell’ascesi dell’uomo verso la trascendenza divina. Inoltre, nella tradizione pitagorica il triangolo simboleggia l’Unità.

Inoltre il triangolo sarebbe la rappresentazione grafica dei quattro elementi. Per esempio, il triangolo con la punta verso l’alto simboleggia il fuoco e il sesso maschile; con la punta in basso invece sta a significare l’acqua e il sesso femminile. L’equilibrio dei due triangoli è dato dalla loro unione nella forma dell’esagono stellato (o esagramma), cioè la rappresentazione grafica del sigillo di Salomone, composto dall’incrocio dei due triangoli inversi.

Ebbene, ai vertici dei due triangoli descritti si ritroverebbero diversi simboli legati a tali credenze e anche alla Iside, divinità egizia della fecondità, personificazione della Luna e protettrice di tutti gli esseri viventi. Proprio la Cappella San Severo, per esempio, secondo le intenzioni del principe Raimondo di Sangro (noto alchimista, massone ed esoterista del ‘700), doveva ricalcare l’antico Tempio di Iside, che anticamente sorgeva nei paraggi.

Considerando, invece, il triangolo più grande, si può notare come il bugnato della facciata della Chiesa del Gesù Nuovo sia in blocchi di piperno a forma di piramidi; come sul dorso della mano destra della statua di Leone II – all’interno della chiesa di San Lorenzo Maggiore – sia inciso il famoso esagramma salomonico; e per finire, nella parte inferiore del campanile della chiesa di Santa Maria Maggiore è stata rinvenuta una scacchiera, chiaro rimando alla pianta ippodamea (reticolato di decumani maggiori e minori che si intersecano) della città di Napoli e uno dei più celeberrimi simboli massonici.

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