Il Covid ha ammazzato la cultura: i lavoratori dello spettacolo manifestano a Napoli

Un anno senza spettacoli dal vivo, un anno senza concerti, teatri, esibizioni, ma, soprattutto, un anno senza reddito per i tanti lavoratori del settore dello spettacolo. Il mondo della cultura si è quindi mobilitato, U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), ieri, 22 febbraio e ha lanciato l’appello “Facciamo luce sul teatro”invitando tutti i teatri, dai “più piccoli, che costituiscono la linfa vitale del sistema teatrale italiano, fino ai più grandi Teatri nazionali e ai più importanti Teatri dell’Opera del nostro paese” ad aprire simbolicamente le loro porte ed accendere i riflettori sulle loro sale, ormai da troppo rimaste vuote e silenziose, invitando il pubblico a fare presidio in sicurezza, per riportare il popolo nei luoghi della cultura e l’attenzione del governo sull’importanza di queste realtà.

Alla manifestazione hanno partecipato tantissimi teatri in tutta Italia, a Napoli un esempio sono il Teatro Bellini e la sua Zona Rossa. Gli artisti che la abitano dallo scorso 20 dicembre, hanno aderito all’appello di U.N.I.T.A. vedendo un grande coinvolgimento anche del loro pubblico che si è armato di carta, penna, video e foto per commentare la giornata e condividere con gli addetti ai lavori idee, pensieri, testimoniando il proprio sostegno alle categorie del settore in grande difficoltà, durante questa apertura simbolica.

Attori, musicisti, tecnici, maestranze, organizzatori di eventi, chiedono a gran voce una riforma che tuteli e finanzi anche le piccole realtà che si occupano di spettacolo e cultura, chiedono una programmazione precisa con protocolli di sicurezza che porti alla riapertura dei luoghi della cultura, in sicurezza, per poter ripartire dal vivo, insieme al loro pubblico. Ecco quindi che ad un anno dalle chiusure oggi, 23 febbraio 2021 le piazze italiane, per la precisione 21, da nord a sud, hanno ospitato manifestazioni ed iniziative per chiedere risposte e provvedimenti alle autorità su temi come il precariato nel settore, le riaperture e la ripresa di spettacoli dal vivo, perchè, come sostiene anche il Coordinamento Arte e Spettacolo della Campania che promuove questa giornata di mobilitazione insieme a CGIL, UIL, CISL, gli eventi in streaming avranno un effetto dannoso per l’occupazione nel settore e sviliranno sempre più il rapporto diretto con il pubblico, linfa vitale di quanti si esibiscono.

A Napoli l’appuntamento di oggi è stato presso il Teatro Mercadante, dalle ore 15 i rappresentanti dei vari mestieri dello spettacolo ed il loro pubblico si sono finalmente riuniti per chiedere, come si legge sul documento relativo alla mobilitazione redatto da RISP (Rete intersindacale Professionisti spettacolo e cultura), “tempestiva convocazione di un Tavolo Interministeriale che coinvolga lavoratrici e lavoratori del settore spettacolo e cultura, al quale siedano Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali”, così da garantire continuità nello sviluppo della cultura nel nostro Paese nel rispetto dei lavoratori tutti.

D’altronde la cultura è un bene prezioso per tutti, soprattutto in città d’arte come Napoli, cultura significa accrescimento, ricchezza individuale e collettiva, turismo, e, soprattutto, futuro. Cultura significa anche rispettare il lavoro di tutti e tutte, in ogni settore.

La pagina FacebookCoordinamento Arte e Spettacolo Campaniaha annunciato che alle ore 19 verranno ricevuti dal presidente della Camera Fico.
“La LOTTA PAGA
UNITI e COMBATTIVI si VINCE!
AVANTI TUTTA”

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