Dove l’arte incontra la scienza: il Museo delle Arti Sanitarie di Napoli

strumenti

Antichi ferri chirurgici, strumenti medici d’epoca come microscopi e clisteri, farmacie portatili, macchine anatomiche del Settecento in cartapesta, stampe e libri sono i tesori racchiusi all’interno del Museo delle arti sanitarie di Napoli, con il quale prosegue il viaggio tra i musei napoletani. Splendidi oggetti che non rappresentano solo la storia e l’evoluzione della medicina, ma che sono anche strumenti medici di straordinaria fattura, lavori di artigiani che operavano a stretto contatto con dottori-committenti esigenti e pignoli.

Gran parte di queste opere apparteneva all’ospedale e ad alcuni locali come la farmacia, la chiesa di Santa Maria del Popolo, la cappella Montalto e l’orto dei medici. Oggetti scientifici esposti come se fossero opere d’arte nei luoghi in cui si fondò la Scuola Medica Napoletana, di cui observatio et ratio sono i capisaldi, raggruppati grazie alla collaborazione con la Asl di Napoli 1. Oltre cento pezzi esposti in nove bacheche, raccolti dal chirurgo e cultore di storia della medicina Gennaro Rispoli.

Il museo si trova in alcuni locali dell’ex Monastero delle Convertite, noto anche come Monastero delle Pentite, a sua volta collocato all’interno del celebre Ospedale degli Incurabili. Inaugurato nel 2010 dopo un’esposizione realizzata per festeggiare la fondazione dell’ospedale, ha incarnato un’idea di cui vi era già traccia alla fine del XIX secolo quando, il socio bibliotecario della Reale Accademia Medico-Chirurgica di Napoli G. de Rosa, spostò nel locale accademico, situato accanto alla storica farmacia, la sua biblioteca.

Museo delle arti sanitarie

I cimeli medici sono divisi in quattro sale espositive intitolate ad alcuni dei più importanti luminari scientifici del passato. La prima sala è dedicata a Domenico Cotugno, anatomista e direttore del Collegio Medico Cerusico, ma soprattutto uomo che accompagnò la trasformazione dell’arte medica dall’Illuminismo all’Ottocento. Particolari pezzi della collezione, nonché peculiari strumenti del mestiere, sono una farmacia portatile del Settecento ed una cassetta per stimolare la respirazione. Oltre a un antico tavolo operatorio in ghisa e velluto e alcuni pannelli che ripercorrono e ricordano la storia dell’odierno tavolo operatorio. La seconda sala è intitolata a Domenico Cirillo, il medico martire della rivoluzione del 1799 che morì, afforcato, a piazza mercato. Ricercatore e maestro di medicina che studiò, tra le altre cose, la sifilide. Questo ambiente è dedicato alle tecniche chirurgiche, dalla nascita delle specialità mediche alle esperienze curative nate sui campi militari che, nel tempo, hanno favorito la nascita della medicina odierna. Non può mancare una spiegazione, tramite lastre, dell’organizzazione sanitaria al tempo del Regno delle Due Sicilie.

Giuseppe Moscati

La terza sala è dedicata al professor Giuseppe Moscati, il medico santo, primario dell’Ospedale degli Incurabili, che indagò, tra le altre cose, sulla coagulazione e sulle modalità di somministrazione dell’insulina. Esposte alcune delle sue relazione necroscopiche che rappresentano uno spaccato interessante ed innovativo della metodologia clinica del Novecento. La sala, ricostruita come uno studio medico dell’epoca, è tappezzata da ricette mediche che sottolineano il forte rapporto e la straordinaria empatia che il medico campano riusciva a creare con i suoi pazienti. La quarta sala è occupata da opere ispirate al complesso rapporto tra mente e corpo che l’arte medica ha da sempre studiato e cercato di interpretare.

Fonti: Agnese Palumbo,Maurizio Ponticello, “Il giro di Napoli in 501 luoghi”, Roma, Newton Compton, 2014

Per saperne di più, visitare il sito del Museo delle arti sanitarie

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